La convocazione delle associazioni degli autotrasportato del 20 ottobre 2026 a Milano – separata tra quelle rappresentate nell’Albo e quelle che hanno indetti i fermi in Calabria e Sicilia – non ha fermato interrotto domenica 18 ottobre né i presidi sulle strade, né i fermi calabresi e siciliani. Alle 3.00 di lunedì 19 ottobre l'allacciamento tra l'autostrada A1 Milano-Napoli e la A30 Caserta-Salerno è stato chiuso temporaneamente, per chi proviene da Napoli, a causa di una manifestazione di veicoli industriali e alle 8.45 l'Ansa segnalava ancora tre chilometri di coda di coda sulla A30 tra Maddaloni e il bivio con la A1 e due tratti da due chilometri ciascuno sulla A1 in direzione Roma, tra Villa Literno-Pomigliano e la barriera di Napoli Nord e tra la barriera e Caserta Nord.
Il blocco del nodo casertano non è l'unico punto critico in Campania. La stampa locale segnala presidi a Caserta Sud, Santa Maria Capua Vetere, Palma Campania e sul Litorale Domizio, oltre alla Statale 268 del Vesuvio, che è rimasta bloccata con auto in coda da ore. Gli autotrasportatori hanno annunciato che i presidi proseguiranno anche di notte e potrebbero estendersi, lunedì o martedì, al porto di Napoli. Nella giornata di domenica sono apparsi presidi nei pressi del casello A1 di Caianello e code sulla A2 vicino a Eboli, Battipaglia e Campagna. Nel pomeriggio, alla rotatoria di Torrette di Mercogliano, presso il casello Avellino Ovest dell’autostrada A16, si è svolta una manifestazione con una trentina di trattori, convocata come iniziativa congiunta di agricoltori e autotrasportatori.
In Calabria, dove la mobilitazione della Fedralog è affiancata da agricoltori dei movimenti spontanei, domenica sono avvenuti presidi di camion e trattori in quindici punti della regione, senza fermare la circolazione circolazione. Però nel pomeriggio, intorno alle 16.30, i camion hanno occupato lo svincolo di Falerna dell’autostrada A2, nel Lametino, creando due lunghe code lungo il collegamento tra la Statale 18 e Nocera Terinese Marina. La mattina di lunedì lo svincolo risultava ancora chiuso, mentre a Marcellinara il presidio sulla complanare della SS280, all'altezza dell'azienda Calme, ferma camion e furgoni e lascia passare le auto, con rallentamenti sulla statale dei Due Mari dalle 7.51. Nel Cosentino domenica restavano attivi i presidi sulla SS534 allo svincolo Firmo-Sibari e sulla SS106 nel territorio di Cassano all'Ionio, mentre a Bovalino l'Associazione dei Comuni della Locride aveva annunciato per le 11.00 la presenza dei sindaci al presidio sulla SS106. In generale, i manifestanti fermano i veicoli industriali e fanno passare automobili, ambulanze e veicoli che trasportano medicinali.
In Puglia il presidio al casello dell’autostrada A14 di Poggio Imperiale, nel Foggiano, è arrivato al settimo giorno. Domenica Telenorba ha documentato la presenza dei sindaci del territorio accanto a olivicoltori e autotrasportatori e dal presidio è partito un appello alla presidente del Consiglio perché vada a vedere di persona la situazione. Sulla SP231, all'altezza di Corato, proseguono i presidi congiunti di autotrasportatori e agricoltori e la mattina di lunedì la protesta ha raggiunto Bari con un corteo organizzato dal Consorzio Acar, partito da Altamura alle 8.30 con circa 35 autocarri e un centinaio di persone, diretto al palazzo della presidenza della Regione sul lungomare Nazario Sauro, dove i manifestanti chiedono un incontro con il presidente Antonio Decaro.
La linea comune del fronte meridionale l'hanno stabilita domenica i rappresentanti di alcune imprese di autotrasporto di Puglia, Calabria e Basilicata, con una nota congiunta diffusa dopo la convocazione del tavolo ministeriale: "Apprezziamo la convocazione dell'incontro ma chiariamo fin da subito che i presidi rimarranno attivi", scrivono, chiedendo garanzie con tempi e risorse definiti. L'esito del confronto sarà poi valutato insieme ai lavoratori e ai presidi territoriali.
Diversa la forma della protesta in Sicilia, dove il fermo proclamato dal Comitato Trasportatori Siciliani fino alla mezzanotte del 20 ottobre consiste nel lasciare i camion nei piazzali e nel non ritirare i semirimorchi dalle navi nei porti, senza blocchi stradali. Dalla mattina di lunedì il Comitato ha allentato il fermo per far ripartire i carichi di ortofrutta, definendolo una misura d'emergenza per le produzioni deperibili, aggiungendo che nel caso di accoglimento integrale delle proposte presentate al ministero, il fermo nei porti sarà revocato subito. Sul versante istituzionale, domenica l'Anci Sicilia, con il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano, ha chiesto una riduzione temporanea delle accise e un intervento regionale, richiamando il peso dell'insularità sulla competitività delle imprese. Nella stessa giornata il presidente della Regione Renato Schifani ha ottenuto da Salvini, in una telefonata, la partecipazione di un rappresentante degli autotrasportatori siciliani al tavolo di Milano, promettendo risorse regionali già nelle variazioni di bilancio all'esame dell'Ars.
Il confronto convocato dal ministero dei Trasporti, anticipato al 20 ottobre rispetto alla data inizialmente prevista del 27, si svolgerà in due parti. Alle 10.00, nella Prefettura di Milano, il ministro incontrerà associazioni di categoria rappresentate nell’Albo e sindacati, poi alle 15.00 è in programma il tavolo con le delegazioni dei gruppi autonomi di Puglia, Sicilia, Calabria e Campania. Per l'incontro pomeridiano, la sede dovrebbe essere il Provveditorato regionale per le opere pubbliche della Lombardia. Sul merito, il ministro ha anticipato l'intenzione di sbloccare risorse già finanziate e rallentate da ostacoli burocratici e di aggiungerne altre. Fedralog ha confermato la presenza di una propria delegazione: "In base all'esito dell'incontro valuteremo la conclusione delle manifestazioni", ha dichiarato il coordinatore regionale Mario Pansini.
P.R.





































































