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Niinivirta misura le emissioni dei camion con GreenRouter

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L'azienda di autotrasporto milanese usa per la distribuzione veicoli industriali medi a trazione elettrica e ora adotta lo strumento web per misurare la propria impronta di carbonio.


Niinivirta camion elettrico ribaltaNonostante il nome esotico, Niinivirta è un'azienda di trasporto completamente italiana, con sede a Tribiano, alle porte di Milano e una filiale in Finlandia. Da alcuni anni, la società ha adottato veicoli elettrici per la distribuzione sia nella città lombarda, sia nella controllata finlandese usando, quando possibile, il trasporto ferroviario per il trasferimento delle merci tra i due Paesi. Il 26 febbraio, GreenRouter annuncia che l'impresa di trasporto ha adottato i suoi servizi web per misurare la propria impronta di carbonio lungo l'intera filiera logistica.
"La nostra sfida più grande nei prossimi anni è adottare un concetto che sembra astratto: lo sviluppo sostenibile", spiega Paolo Ferraresi, amministratore delegato di Niinivirta. "Usare pratiche che, prese singolarmente, contribuiscono all'obiettivo di contenere i consumi e ridurre le emissioni della nostra attività è un passo fondamentale. Tuttavia, ci rendiamo conto che di per sé non è sufficiente. Dobbiamo e vogliamo fare molto di più. Solo una visione strategica di più ampio respiro, costruita su dati certi e misurabili, può permetterci di ottenere una vera sostenibilità".
La mappatura dell'impronta di carbonio avviene sia nel trasporto internazionale dall'Italia verso Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia e ritorno, sia nella distribuzione sull'intero territorio italiano. "Con GreenRouter ci aspettiamo di avere davvero il controllo della nostra supply chain, individuando i punti più critici dal punto di vista dell'impatto climatico e sviluppando strategie mirate di lungo periodo", precisa Ferraresi.
Gli elementi del sistema GreenRouter sono algoritmi proprietari certificati per il calcolo dell'impatto climatico ed un database interno che comprende attualmente circa 540 aeroporti, 1510 porti e 300 terminal intermodali e tutte le relative distanze. Questo database è in continua espansione, come afferma Andrea Fossa, cofondatore dell'azienda nata nel 2016: "Il risultato è un prodotto molto sofisticato; la modellizzazione delle diverse supply chain in un grafico archi e nodi, consente di focalizzare l'attenzione al livello della singola spedizione". Questo strumento tiene sotto controllo i valori relativi alle emissioni di CO2e e di PMx (particolato carbonioso), attribuendone l'impatto ai singoli passi della logistica aziendale, seguendo il protocollo GHC.
Sviluppato dal World Resources Institute (WRI) e World Business Council on Sustainable Development (WBCSD) e sostenuto da più di cinquanta imprese, fondazioni ed organizzazioni governative e non, il GHG Protocol è stato scelto come standard globale di riferimento dalle principali imprese nel mondo per misurare, gestire e presentare le proprie emissioni. "GreenRouter agisce in linea con il protocollo GHG, ma nasce con l'idea di mettere a disposizione delle aziende qualcosa in più", sottolinea Andrea Fossa. "La visione è rendere la misurazione dell'impatto climatico all'interno della supply chain una pratica diffusa e consolidata nelle imprese di ogni dimensione. Grazie ad avanzati modelli di simulazione, GreenRouter aiuta infatti a calcolare l'impatto delle azioni utili a ridurre concretamente le emissioni. Definendo scenari di medio-lungo termine, permette quindi di prendere decisioni consapevoli e mirate".

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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