A metà aprile 2026 il trasporto marittimo di container tira il fiato, ma l'orizzonte resta denso di incognite. Dopo sei settimane consecutive di rincari dei noli medi spot - innescati dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dai conseguenti rialzi sui prezzi dei carburanti - il Drewry World Container Index ha registrato una prima frenata rilevante. I dati aggiornati al 16 aprile 2026 mostrano un calo del 3% dell'indice composito, che si attesta a 2.246 dollari per container da 40 piedi. Si tratta di un'inversione di tendenza importante per il commercio internazionale, arrivata in un momento di forte pressione sulle catene di approvvigionamento globali a causa del blocco navale guidato dagli Stati Uniti intorno allo Stretto di Hormuz.
La recente volatilità è figlia diretta della geopolitica. Dopo un andamento ribassista che aveva caratterizzato gennaio e l'inizio di febbraio, l'indice Wci aveva subito un'impennata in risposta alle interruzioni nelle forniture di petrolio e alle limitazioni imposte alle navi collegate all'Iran. L'attuale flessione indica un momentaneo assorbimento dello shock da parte del mercato, sebbene le prospettive restino incerte. Se la riapertura dello Stretto di Hormuz, annunciata il 17 aprile, dovesse fallire, gli analisti avvertono che i caricatori dovranno prepararsi a una ridotta affidabilità delle tempistiche, a potenziali omissioni di scalo e a una rinnovata pressione rialzista sui noli.
Il calo più drastico della settimana, in termini di valore assoluto, si è registrato sul corridoio asiatico verso il Nord America. Secondo i dati Drewry, la rotta Shanghai-New York ha registrato la contrazione più severa dell'intero listino, con una perdita di 119 dollari in sette giorni pari al 3%, scendendo a 3.552 dollari per feu e con un saldo annuo negativo del 4%. La rotta Shanghai-Los Angeles ha ceduto anch'essa il 3%, fermandosi a 2.810 dollari, pur mantenendo un differenziale positivo del 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Per contrastare questa discesa e difendere i margini, i vettori stanno correndo ai ripari. Secondo il Container Capacity Insight di Drewry, sono stati annunciati nove viaggi cancellati sulla rotta transpacifica per la settimana in corso al fine di ridurre la stiva disponibile. Diverse compagnie si preparano inoltre a introdurre un sovrapprezzo di alta stagione di circa 2.000 dollari per feu a partire dal 1° maggio.
Dinamiche simili si osservano sulle rotte che collegano l’Asia all’Europa, dove i vettori stanno aumentando la capacità effettiva, con un solo viaggio cancellato annunciato di recente. Il nolo spot sulla rotta Shanghai-Rotterdam scende del 3%, a 2.229 dollari, mentre Shanghai-Genova cede il 2% e si attesta a 3.343 dollari, pur confermandosi una rotta robusta su base annua con un incremento dell'11%. Sul fronte opposto, la tratta Rotterdam-Shanghai rappresenta un'anomalia positiva: registra un lieve aumento settimanale dell'1% e si conferma la seconda rotta con la crescita più elevata nell'ultimo anno, con un solido +22%. Da segnalare anche la mossa della compagnia Zim, che introdurrà un nuovo fattore bunker di 850 dollari a container dal 1° maggio su specifiche tratte.
Il corridoio transatlantico è attualmente il teatro delle escursioni percentuali più marcate, con direzioni diametralmente opposte. La rotta New York-Rotterdam ha subito la flessione settimanale più accentuata dell'intero mercato, cedendo il 4% e scendendo a 1.022 dollari, pur vantando su base annua una crescita del 25%, la più elevata dell'intero indice Wci. In direzione opposta, Rotterdam-New York è l'unica rotta, insieme al ritorno da Shanghai, a chiudere la settimana in territorio positivo, con un rialzo del 3% a 2.030 dollari.
Nonostante le oscillazioni settimanali, le previsioni a breve termine indicano un mercato in fase di consolidamento. Gli analisti di Drewry si attendono che i noli rimangano tendenzialmente stabili, o comunque meno volatili, nelle prossime due settimane. Il vero banco di prova sarà l'inizio di maggio, quando l'introduzione dei nuovi sovrapprezzi di alta stagione metterà alla prova la reale capacità del mercato di assorbire ulteriori rincari in un contesto geopolitico che resta appeso a un filo.
Mara Gambetta







































































