Dopo alcune indiscrezioni, la mattina del 25 giugno 2025 il ministero dei trasporti ha diffuso l’annuncio ufficiale: l’amministratore delegato di ferrovie dello Stato, Stefano Donnarumma, si dimetterà nei prossimi giorni dopo “aver chiuso i dossier più importanti”. La dichiarazione è giunta dopo un incontro tra il dirigente e il ministro dei Trasporti e aggiunge che “entrambi concordano sulla conclusione del mandato in anticipo rispetto ai tempi previsti per far partire la fase due dell'azienda, chiusi positivamente gli obiettivi Pnrr, con a capo una figura scelta dall'interno". La nota non spiega i motivi delle dimissioni, ma non sembra un caso che giungano dopo che il ministro ha espresso, qualche giorno prima, la sua “irritazione” per i continui disservizi nella rete ferroviaria. L’uscita di Donnarumma potrebbe avvenire già a luglio, dopo la prossima riunione del Consiglio di Amministrazione.
Il 23 giugno lo stesso ministro riunì i vertici delle società del Gruppo FS – oltre alla capogruppo anche Trenitalia, Rfi, Anas, FS Engineering e FS Security – e al termine dell’incontro il ministero diffuse un comunicato rassicurante sulla situazione, in cui afferma che “nonostante il record di cantieri attivi (1300) per migliorare la linea ferroviaria in tutta Italia, il trend di puntualità a giugno di quest’anno (76%) è in netto miglioramento rispetto allo stesso mese del ’25 (69%) e del ’24 (70%)”. Inoltre, FS Security ha sottolineato che “sono in netto calo le aggressioni al personale dei treni (-47%) e gli illeciti sia sui treni che nelle stazioni con un trend medio del -11%”. Una narrazione che contrasta con le dimissioni dell’amministratore delegato.
Ma Donnarumma non è l’unico alto dirigente che lascia FS. Il 23 giugno ha rassegnato le dimissioni Fabio Paris, direttore finanziario del gruppo da novembre 2024. Lo ha fatto per assumere una carica analoga in Open Fiber. Il 17 giugno è apparsa la notizia delle dimissioni dal Consiglio di amministrazione di Tiziana De Luca, scelta sempre nel 2024 dal ministero delle Finanze, che ha addotto “motivi personali”.





































































