Longo: "Voglio rompere vecchi schemi"
Il segretario nazionale della nuova asociazione di autotrasportatori TrasportoUnito spiega in un'intervista a TrasportoEuropa come è nata la nuova organizzaziono e come intende operare. "Massima indipendenza e ascolto della base".
Il due giugno è apparsa una nuova sigla nella galassia delle associazioni dell'autotrasporto: TrasportoUnito. Ed il suo parto è avvenuto in modo piuttosto traumatico, ossia con le dimissioni di Maurizio Longo da segretario nazionale di Fita-Cna, durante una vivace assemblea che si è tenuta a La Spezia il 31 maggio. Senza preavviso, Longo ha annunciato di lasciare non solamente la Fita, ma di abbandonare l'associazione per diventare segretario nazionale e vicepresidente della nuova associazione (di cui è presidente Pasquale Sandomenico). Contestualmente alla nascita di TrasportoUnito, Longo ha dichiarato che la nuova realtà si sta fondendo con una sigla storica del settore la Fiap M. Per comprendere le intenzioni e le mosse di TrasportoUnito, abbiamo fatto una lunga intervista con Maurizio Longo.
Iniziamo il colloquio chiedendo a Longo perché ha annunciato le sue dimissioni e l'abbandono della Fita durante un'assemblea locale, invece che in una sede istituzionale. "In questo periodo di forte tensione nell'autotrasporto, le associazioni prendono poche iniziative pubbliche e raramente organizzano assemblee con gli autotrasportatori. L'evento di La Spezia è stata un'ottima occasione per sottolineare la drammaticità del momento che sta vivendo l'intera categoria", risponde Longo. È stata anche un'assemblea dove la base ha contestato i rappresentanti delle associazioni."Ce lo aspettavamo. Negli ultimi anni, è continuamente diminuita la fiducia degli autotrasportatori verso l'intero sistema di rappresentanza e questa è stata una delle considerazioni che mi hanno portato ad intraprendere un nuovo percorso".
E quali sono le altre considerazioni che le hanno fatto maturare questa scelta?
Ne indicherei tre. La prima deriva dal fermo del dicembre 2008, che non ha avuto alcun risultato concreto, nonostante gli sforzi fatti per inserire alcuni importanti provvedimenti nel Decreto Milleproroghe. Questo è stato un fatto dirompente, che ha colpito e ha fatto riflettere tutti, gli autotrasportatori ed i loro rappresentanti. La seconda considerazione deriva dalla crisi attuale, che sta portando alla chiusura di numerose imprese. Si parla di almeno tremila aziende di autotrasporto dall'inizio dell'anno e queste sono cifre che hanno anche una forte rilevanza sociale. Tutto ciò ci porta al terzo aspetto, che è la nascita di realtà spontanee. Questo elemento indica chiaramente che l'attuale modello rappresentativo non è più in grado di rispondere alle esigenze di molte aziende. Ho deciso, quindi, di lasciare una confederazione che mi ha dato molto dal punto di vista professionale e di scommettere su questa nuova impresa. Voglio immergermi ancora di più nell'autotrasporto, senza condizionamenti esterni.
Quando parla di condizionamenti, si riferisce a quelli che le associazioni dell'autotrasporto ricevono da parte delle confederazioni cui fanno riferimento? Per esempio, CNA per quanto riguarda la Fita?
Credo che sia importante avere una confederazione che affianca un'associazione con la sua autorevolezza, ma sono altresì convinto che essa non debba impedire all'associazione di attuare decisioni autonome. Fita ha già intrapreso un proprio percorso con lo statuto uscito dal congresso del 2005, ma la situazione attuale mostra chiaramente che l'autotrasporto necessita di rappresentanze ancora più indipendenti, perché per assumere le decisioni bisogna vivere quotidianamente nell'autotrasporto. Chi opera all'esterno, può interpretare gli eventi in una maniera diversa rispetto all'effettiva realtà.
Può chiarire che rapporto sta nascendo fra TrasportoUnito e Fiap M?
L'obiettivo è fonderci in un'unica realtà, che mantenga entrambe le denominazioni. Fiap M è nata da una scissione all'interno della Fiap, la più vecchia organizzazione del mondo dell'autotrasporto e vogliamo mantenere questa eredità. Ora stiamo attuando i necessari atti formali e stiamo attrezzando gli uffici. Il secondo passo sarà quello di costruire un'organizzazione nazionale.
Che cosa distinguerà TrasportoUnito dalle altre associazioni storiche del settore e dalla stessa Fiap M?
Vogliamo intraprendere un percorso ancora tutto da costruire, che intende rompere gli attuali schemi della rappresentanza. L'attuale modalità è troppo burocratica e non risponde alle esigenze degli autotrasportatori. Bisogna partire dal basso, aggregando singole imprese, ma anche realtà già organizzate, per coinvolgerle in azioni determinate, invece che rinchiuderle in accordi preconfezionati. Ci rivolgiamo anche ad organismi ed associazioni già esistenti, ma puntando all'unità della base, piuttosto che a quella dei loro dirigenti.Vogliamo creare un'organizzazione dell'autotrasporto completamente indipendente, che assuma scelte e responsabilità solo in vista degli interessi della categoria. Intendiamo convogliare la protesta nell'ambito di un ampio progetto. Sarà un lavoro faticoso, ma in cui credo molto.
È difficile pensare che lei stia facendo tutto da solo. Oltre a Fiap M, ci sono altre realtà che stanno confluendo nel progetto di TrasportoUnito?
Questo progetto è già piaciuto a molte imprese e ho trovato già diverse disponibilità. Dopo l'assemblea di La Spezia abbiamo raccolto una sessantina di adesioni di altrettante imprese. Dalle intenzioni che mi sono già state espresse, sono convinto che entro l'anno dovremmo lanciare bene l'organizzazione, cominciando a recuperare le imprese che la Fiap raccoglieva un tempo. Parlo di un bacino di almeno 1500 aziende. Alcune di queste si sono perse per strada in seguito alla sfortunata vicenda relativa alla società di servizi cui faceva riferimento la Fiap M (si riferisce alla cooperativa C.A.F. di Cuneo, che è stata massa in liquidazione coatta amministrativa, ndr). Inoltre, stiamo ricevendo importanti messaggi da alcune realtà autonome formate da autotrasportatori che sono usciti dalle associazioni tradizionali. Con una di queste, il coordinamento dei bisarchisti, ho già avviato una collaborazione e sono diventato il loro portavoce nelle istituzioni. Abbiamo in corso colloqui anche con altri gruppi, di cui è prematuro fare nomi.
La sua prima uscita ufficiale come segretario di TrasportoUnito sarà l'incontro delle associazioni accreditate con il ministro dei Trasporto Altero Matteoli. Che cosa dirà di diverso il Longo in tale veste, rispetto a come operava come segretario di Fita?
Poterò avanti i programmi in cui ho sempre creduto, ossia la necessità di evitare la deregolamentazione dell'autotrasporto ed intervenire con nuovi strumenti normativi che consentano alle imprese di recuperare i maggiori costi. Ma lo farò con maggiore determinazione e ponendo maggiore ascolto verso la base. Per uscire da questo stato di crisi ci vogliono anche risposte straordinarie e dirò anche questo al ministro.
Indichi i tre punti che ritiene prioritari nell'attuale vertenza.
Attivare interventi straordinari per affrontare questo momento difficile, riformare il sistema normativo e dei controlli ed integrare l'autotrasporto nel sistema economico. Su questo ultimo punto, porto l'esempio delle infrastrutture e l'intermodalità, due campi dove l'autotrasporto ha un peso importante, che attualmente non gli viene riconosciuto. Anzi, sembra penalizzato da alcuni recenti provvedimenti, come la cancellazione dell'ecobonus per le autostrade del mare. Inseguiamo questo incentivo da sei anni e ora che finalmente le imprese hanno potuto presentare la domanda, in seguito a cospicui investimenti, sono spariti i fondi. Questo modo di operare da parte delle istituzioni cancella la fiducia anche nei prossimi provvedimenti. Bisogna finirla di cambiare le carte in tavola. Quando si assumono decisioni, bisogna mantenerle fino in fondo.
Un'ultima domanda. TrasportoUnito aderisce al fermo dell'autotrasporto proclamato da alcune associazioni per il 30 giugno?
Sì. Fiap M ha sottoscritto fin dall'inizio la dichiarazione del fermo e non intendiamo cambiare atteggiamento.
Michele Latorre
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