La Uiltrasporti della Liguria chiede una svolta sulle condizioni di lavoro e le retribuzioni degli autisti, partendo da alcuni recenti articoli sulla crisi dell’autotrasporto, che mettono in evidenza la riduzione delle imprese e la cronica carenza di nuovi autisti. Le associazioni datoriali individuano le cause principali nella crescita del costo del gasolio, nell’aumento dei pedaggi autostradali, nei maggiori costi di gestione, nell’incremento del costo del personale viaggiante e nelle criticità infrastrutturali, con tempi di percorrenza particolarmente penalizzanti in Liguria a causa dei cantieri permanenti.
In una nota diffusa il 10 febbraio 2026, Giovanni Ciaccio, segretario regionale Uiltrasporti Liguria con delega nazionale al dipartimento Logistica e Trasporto Merci, spiega però che la mancanza di autisti non si spiega solo con questi fattori congiunturali: "Negli anni la categoria dei camionisti è stata trattata come manodopera da spremere puntando alla massima produttività e al massimo profitto, con il minimo costo possibile per l’azienda. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una professione che non è più attrattiva".
.Il sindacato richiama in particolare il tema del dumping tariffario, che a suo giudizio altera la concorrenza tra imprese. In assenza di un corretto riferimento tariffario, molte aziende competono comprimendo i margini e senza valorizzare adeguatamente chilometri percorsi, ore di lavoro effettive, tempi di percorrenza, criticità infrastrutturali e costo reale del personale. Un meccanismo che incide sia sulla sostenibilità economica delle imprese, sia sulle condizioni retributive degli autisti.
Per Uiltrasporti un passaggio decisivo riguarda l’applicazione delle tabelle ministeriali sul costo del lavoro emanate nel dicembre 2025 dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. "Questo dato non può restare indicativo, ma deve diventare reale, incrociando viaggio e ore lavorate", afferma Ciaccio, sottolineando la necessità di riconoscere il costo effettivo di ogni ora svolta sul mezzo.
Un’altra questione importante è il rapporto tra tempi di consegna e remunerazione. Le ore trascorse in coda, in particolare lungo la rete autostradale ligure interessata da cantieri, oggi non sempre trovano un adeguato riconoscimento economico. Secondo il sindacato, solo integrando correttamente il costo orario dell’autista con i costi di gestione si possono garantire le risorse per retribuire tutte le ore lavorate, comprese quelle generate da ritardi infrastrutturali che finiscono per avvantaggiare la committenza.
A tale proposito, Ciaccio si sofferma sui risarcimento riconosciuto alle imprese per le attese al carico e scarico: "Non è accettabile che eventuali ristori per l’allungamento dei tempi di consegna non vengano redistribuiti anche ai lavoratori". Per Uiltrasporti tali risorse dovrebbero tradursi anche in un riconoscimento economico diretto per gli autisti, non limitato alla semplice indennità di trasferta ma legato alla retribuzione delle ore effettivamente lavorate.











































































