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Le richieste dei costruttori camion per affrontare la Covid-19

La mattina dell’8 aprile 2020 l’associazione dei costruttori di veicoli esteri Unrae ha svolto una teleconferenza stampa dedicata all’autotrasporto e al mercato del veicolo industriale, illustrando la situazione dopo due mesi di chiusura causata dalla Covid-19 e presentando le proposte per superare la crisi. Ne ha parlato il presidente della sezione Veicoli Industriali, Franco Fenoglio, che ha innanzitutto mostrato i dati delle immatricolazioni dei primi quattro mesi dell’anno.

A gennaio 2020 sono stati immatricolati 2119 veicoli industriali, con una riduzione del 3,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e a febbraio ne sono stati immatricolati 1849, con un aumento del 9,2%. Tale incremento, precisa l’Unrae, deriva dagli acquisti incentivati. Il vero crollo appare a marzo e aprile: nel primo caso sono state registrate 1300 immatricolazioni, con un calo del 39,8%, e nel secondo 990 immatricolazioni, con un rosso del 58,4%. Bisogna considerare che in questi due mesi le concessionarie sono state chiuse e che gli Uffici della Motorizzazione hanno lavorato in modo parziale.

Nello scenario migliore – che mantiene la chiusura delle attività industriali e commerciali fino a maggio 2020 con una ripresa graduale a giugno – le previsioni per l’intero anno vedono 16.524 immatricolazioni, contro le 23.606 del 2019, quindi un calo percentuale del 30%. Altrettanto grave è la situazione dei veicoli rimorchiati, che già negli ultimi due anni avevano visto una riduzione (-3,9% nel 2018 e -7,1% nel 2019). Nei primi quattro mesi del 2020 sono stati immatricolati 3409 veicoli rimorchiati, con una riduzione del 48,2% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Fenoglio ha quindi avanzato alcune proposte per affrontare la crisi. “Servono provvedimenti forti per l’autotrasporto e finora abbiamo visto poco”, ha esordito il presidente dell’Unrae. L’associazione chiede innanzitutto di lavorare sulla liquidità delle imprese con diversi strumenti: raddoppiare il credito d’imposta dal 6% al 12% e permetterlo fino al 2025 in un’unica soluzione; azzerare o ridurre in modo sostanziale le tasse per le imprese per 12 o 24 mesi; attivare prestiti senza interessi con durata di 10-15 anni; aumentare le garanzie bancarie.

Il secondo intervento deve essere strutturale: creare un fondo triennale per il rinnovo del parco; attivare incentivi per permuta di veicolo usato vecchio con uno usato recente; prorogare di sei mesi il super-ammortamento che scadrà a giugno; emanare con urgenza i decreti attuativi relativi agli incentivi per l’autotrasporto del 2019 e 2020 e pagare gli incentivi non ancora pagati. Ci sono anche interventi amministrativi: eliminare i ritardi nelle immatricolazioni dei veicoli e emanare i Decreti attuativi per permettere ai privati le revisioni. Fenoglio ha concluso chiedendo di spendere i 130 miliardi approvati dall’Unione Europea per le infrastrutture.

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