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La targa prova non si può usare sui veicoli già immatricolati

La sentenza numero 17665 emessa il 25 agosto 2020 dalla Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione apre problemi nella gestione dei veicoli da parte delle concessionarie e delle officine. Infatti, i giudici hanno stabilito (valutando una causa che riguardava responsabilità assicurative in un incidente stradale) che l’uso della targa prova non è legittimo su autoveicoli già immatricolati, smentendo così la circolare del ministero dei Trasporti numero 4699/M363 del 4 aprile 2004, che viceversa permette l’uso della targa prova su veicoli immatricolati. I giudici di cassazione affermano che la targa prova sostituisce la mancanza di carta di circolazione, che si ha solo se il veicolo non è stato immatricolato, permettendone così la circolazione provvisoria.

La questione è sorta su una causa legata all'assicurazione, perché la targa prova ha una propria assicurazione che, nel caso di un veicolo immatricolato, si sovrappone a quella del veicolo stesso. In questa situazione, precisano i giudici, se un veicolo immatricolato viaggia con targa prova, nel caso d’incidente risponde dei danno solo l’assicurazione del veicolo e non quella della targa prova. Ciò comporta un serio problema per quelle realtà che usano la targa prova su veicoli immatricolati, come le officine di riparazione per provarli su strada oppure i venditori di veicoli usati per farli provare ai potenziali clienti.

Sulla sentenza ha già preso posizione l’associazione dei concessionari AsConAuto. Il presidente Fabrizio Guidi precisa che la sentenza della Cassazione “è un orientamento giurisprudenziale ma non è norma”. Devono quindi intervenire il ministero dei Trasporti e quello dell’Interno, che hanno già preparato uno schema per modificare il Dpr 474/2001 relativo proprio alla disciplina della targa prova. “Di fronte a questi nuovi elementi, che turbano un mercato già devastato dalla pandemia, il pensiero della nostra associazione è chiaro: le Autorità competenti intervengano per perseguire eventuali abusi solo nei casi in cui della targa prova sia fatto un uso improprio, ma gli utilizzi professionali sono da tutelare”, aggiunge Guidi.

Il presidente di AsConAuto conclude: “L’uso della targa prova ha un costo notevole. E noi lo sosteniamo convinti, per far provare l’auto, nuova, usata o riparata a un cliente, per portarla da una officina a un’altra, per lavare l’auto e così via. In questa fase l’invito da parte della nostra associazione è quello di continuare a comportarsi come sempre. La nostra associazione intende ribadire con forza la necessità di un rapido ripristino della chiarezza e di principi trasparenti, in base ai quali tutti i soggetti attivi nel mercato devono assumersi le proprie responsabilità: valori ai quali il nostro sistema associativo da sempre aderisce nella propria attività quotidiana al servizio dei clienti”.

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