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La fuga all’estero dei camion ci costa 10 miliardi


Dall'Italia non fuggono solamente i giovani alla ricerca del lavoro, ma anche le imprese e, in particolare, quelle che possono farlo più facilmente, perché i loro mezzi di produzione hanno motore e ruote, ossia quelle di autotrasporto. Il fenomeno è ben conosciuto da tempo nel settore, ma finora nessuno aveva cercato di fornire dei numeri, anche perché non è facile farlo. Ci ha provato l'Unrae, ossia l'associazione dei costruttori di veicoli esteri, che ha commissionato un'apposita ricerca alla società Gipa Italia.
Il risultato conferma le peggiori ipotesi. L'esodo verso l'Est degli autotrasportatori italiani ha sottratto alla Motorizzazione italiana 26mila immatricolazioni di veicoli per trasporto merce italiani, che sono migrati nei Paesi dell'Est, soprattutto Polonia, Polonia e Repubblica Slovacca. La ricerca stima che 22mila veicoli emigrati sono di flotte con parco superiore a cinquanta unità, mentre gli altri 4000 sono di flotte con parco da 6 a 49 unità.
La ricerca dell'Unrae stima anche la perdita economica di questa fuga di camion per lo Stato italiano, che ammonta a ben dieci miliardi di euro in sei anni (ossia dal 2008 al 2013). La quota maggiore (9,9 miliardi di euro) riguarda le accise sul carburante. Questo valore considera anche i veicoli con targa italiana che fanno i rifornimento fuori dall'Italia, perché costa meno. Poi sono spariti 1,3 miliardi di oneri sociali degli autisti, 420 milioni d'imposte (Irap, Ires e tassa di proprietà) e 61 milioni di euro di IPT, ossia l'imposta che si paga per il passaggio di proprietà.
Questi sono i numeri che riguardano l'autotrasporto. Poi ci sono quelli sull'indotto. Infatti, dal 2008 al 2013 hanno chiuso 45 concessionari di veicoli industriali e 62 officine autorizzate, causando il licenziamento, rispettivamente, di 2393 e 3562 persone. Inoltre, la chiusura delle aziende di autotrasporto causata dalla crisi e la delocalizzazione hanno causato la perdita di oltre centomila autisti, senza contare quelli sostituiti tramite somministrazione o distacco transnazionale, di cui non abbiamo numeri precisi.
Per arginare la fuga dell'autotrasporto, Unrae propone tre interventi: ridurre l'imposizione fiscale sul settore, attuare un salario minimo degli autisti a livello europeo e liberalizzare il noleggio di veicoli industriali con massa complessiva superiore a sei tonnellate.

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