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  • Come prendono fuoco i veicoli industriali

    Come prendono fuoco i veicoli industriali

    Una ricerca del TT Club analizza le cause degli incendi sui veicoli industriali. La maggior parte nasce nelle ruote e nei freni. Consigli per prevenire questi incidenti.

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    Affonda nel rosso Covid il mercato dei veicoli industriali

    Già a maggio 2020 il mercato italiano dei veicoli industriali con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate ha segnato un calo 36,5% (dati Acea) delle immatricolazioni, valore che aumenta al 44,4% considerando l’intera Europa. A sei mesi dall’inizio dell’anno l’Italia peggiora non solo i dati rilevati, che a giugno mostrano una discesa delle immatricolazioni del 47,2%, ma anche nelle previsioni per il resto dell’anno. Per comprendere la dimensione assoluta del crollo, a giugno sono stati immatricolati 1705 veicoli, contro i 3231 dello stesso mese del 2019. Considerando l’intero primo semestre, le immatricolazioni sono state 9227, contro le 14.080 dello scorso anno. Restringendo l’analisi ai veicoli più pesanti, sopra le 16 tonnellate, nel primo semestre ne sono stati immatricolati 7478, contro gli 11.484 del 2019 (34,9%).

    “A settembre, i nodi prodotti da ritardi e dimenticanze verranno al pettine”, spiega Franco Fenoglio, presidente della Sezione Veicoli Industriali dell’Unrae. “Non vorremmo allora che la conta delle aziende scomparse e dei lavoratori rimasti senza occupazione nell’autotrasporto, e nel suo indotto automotive, svelasse brutalmente una debolezza molto difficile da recuperare, che andrà oltre i dati negativi del momento e ridurrà drasticamente l’efficienza strategica di un comparto economico essenziale, ampiamente dimostrata ma riconosciuta solo a parole”.

    La situazione con questi numeri non potrà che peggiorare e portare serie difficoltà a tutto il comparto. “Sconfortante è il quadro dei numeri, ma tanto più deludente e inspiegabile la persistente disattenzione del Governo verso il settore dell’autotrasporto, che viene di nuovo dimenticato quando si tratta di fornire sostegni validi alla ripresa”, prosegue Fenoglio. “Si chiedeva un aumento del credito di imposta fino al 2025, l’azzeramento o una riduzione significativa delle tasse alle imprese almeno per un anno, l’istituzione di prestiti a lungo termine senza interessi e maggiori garanzie bancarie agli operatori del settore. Ma quanto risulta, nemmeno una di queste proposte è stata finora presa in considerazione e resa operativa dai competenti organi decisionali dello Stato. Neppure i contributi 2019-2021 per gli investimenti nell’autotrasporto, già previsti per legge, hanno subito quella accelerazione che sembrava auspicabile”.

    Massimiliano Barberis

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