Array ( [0] => 10 )

Primo piano

Podcast K44

Normativa

Genova torna al lavoro

Dopo l'incontro tra committenti e autotrasportatori del 15 febbraio, i terminal container tornano pienamente operativi. La vertenza assume un carattere nazionale.
La settimana di passione del porto di Genova termina con una tregua. La sancisce l'incontro avvenuto il pomeriggio del 15 febbraio presso Palazzo San Giorgio (sede della Rgione) tra i rappresentanti delle associazioni degli autotrasportatori - comprese quelle che non hanno aderito all'agitazione - della committenza (spedizionieri, agenti marittimi e terminalisti), l'ssessore regionale ai Trasporti Luigi Merlo, il presidente dell'Autorità portuale e un rappresentante del Prefetto. L'incontro non ha stabilito alcun aumento tariffario, perché con la scomparsa delle tariffe obbligatorie non è possibile attuare formalmente un simile provvedimento.

Formalmente, a Genova non c'è stato alcun blocco dei varchi, ma solo uno stato d'agitazione, dove gli associati di Fai e Confartigianato Trasporti hanno cercato di convincere i colleghi all'atensione. Di fatto, anche le imprese aderenti alle associazioni che non hanno proclamato il fermo hanno evitato azioni decise, quindi il blocco delle attività container (e solo di quelle) può essere definito spontaneo. Hanno aderito anche alcuni autisti, per "salvaguardare il posto di lavoro".

Il risultato più importante dell'incontro del 20 febbraio è l'estensione della vertenza a livello nazionale. A tal fine, è stato deciso un nuovo incontro per martedì 20 febbraio a mezzogiorno, sotto la regia dell'assessore Merlo, che porterà la questione del trasporto container a livello nazionale. Pare, infatti, che vi siano focolai di tensione anche nei porti di Trieste e Marghera. Il timore degli operatori è che l'agitazione degli autotrasportatori di Genova, unita allo sciopero dei lavoratori di Gioia Tauro, porti un duro colpo alla portualità italiana. Dopo l'incontro del 20 febbraio, Luigi Merlo dovrebbe incontrare il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi. Nell'intesa raggiunta il 20 febbraio, gli autotrasportatori si riservano di riprendere l'agitazione, in caso di "esito negativo" dei prossimi incontri. In tal caso, si potrebbe arrivare ad un fermo nazionale del container.

Al termine di questa settimana, si registrano anche le prese di posizione dei soggetti coinvolti. Matteo Bruzzone, segretario della Fai di Genova, si dichiara soddisfatto dell'esito della protesta: "Abbiamo registrato una grande compattezza degli autotrasportatori del settore container, anche di quelli aderenti alle altre associazioni. Ciò ha evitato tensioni. Nell'incontro di martedì 20 febbraio parleremo degli aspetti tecnico-economici. Noi puntiamo ora ad un accordo nazionale sul container, che si basi sui risultati di Genova. In concreto, vogliamo il riconoscimento di un costo chilometrico di almeno 1,45 euro. Questa vertenza è importante anche perché ha posto sotto i riflettori nazionali i problemi dell'autotrasporto di container, che rappresenta un fattore importante dell'economia nazionale".

Maurizio Longo, segretario nazionale di Fita-Cna (una delle associazioni che non hanno aderito all'agitazione), vuole partire dalla questione genovese per rivedere l'impianto della riforma dell'autotrasporto: "Il blocco del porto di Genova attuato da alcuni autotrasportatori, affonda le sue radici in una profonda crisi dell'autotrasporto container precipitato dalla riforma in una situazione di mercato fuori contratto. Non si tratta di problemi riconducibili in sede locale ed è per questo indispensabile dar seguito immediato agli impegni assunti dal Governo lo scorso 7 febbraio 2007, in merito alla revisione della riforma. In quest'ottica il ministro dei Trasporti deve convocare le parti interessate all'accordo nazionale del trasporto container, ben consci che senza un'intesa, la vertenza arriverà inevitabilmente ad una dimostrazione nazionale".

Anche la committenza ha preso posizione sulla manifestazione di Genova. Un comunicato congiunto dell'Associazione Spedizionieri, Corrieri e Trasportatori, dell'Associazione Agenti Raccomandatari, Mediatori Marittimi, Agenti Aerei e dell'Associazione Terminalisti Portuali afferma che "oggi, intorno a questo tavolo, non possiamo che sentirci tutti sconfitti da quanto sta accadendo". Quanto è successo a Genova è "espressione fisica di un malessere e un disagio maturato nel tempo cui, forse, doveva essere dato più ascolto. Certo è che le modalità con cui tale sofferenza e disagio sono state strumentalizzate ed utilizzate devono invece essere oggetto di forte disapprovazione e assoluta fermezza". Il comunicato termina affermando che "le nostre associazioni sentono di poter spendere la volontà di collaborare per esaminare la situazione, affinché i problemi di tanti autisti e delle loro piccole imprese siano seriamente affrontati".

Anche l'Albo degli Autotrasportatori sta seguendo la vicenda e ha deciso di accelerare i lavori per determinare i costi medi per la gestione dei veicoli industriali, che possono rappresentare la base per stabilire tariffe di riferimento. Il settore del container dovrebbe avere una priorità.

Sponsorizzato

Videocast K44

Autotrasporto

  • Dimissioni dei vertici camion dell’Unrae

    Dimissioni dei vertici camion dell’Unrae

    Annunciate le dimissioni improvvide del presidente della Sezione Veicoli Industriali, Franco Fenoglio, e di quello della Sezione Rimorchi dell'associazione dei costruttori di veicoli esteri Unrae.

Logistica

  • Le proposte di Fedespedi per il Recovery Fund

    Le proposte di Fedespedi per il Recovery Fund

    L'associazione degli spedizionieri Fedespedi indica le priorità per il trasporto delle merci e la logistica da inserire nel programma di spesa che il Governo italiano dovrà presentare all'UE per ottenere le risorse del Recovery Fund. Tre temi: digitalizzazione, connettività e sostenibilità.

Mare