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    Come Covid potrà convertire spazi del commercio in logistica

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    Contratto trasporto e logistica, le richieste dei sindacati

    Sindacati e rappresentanti delle imprese di logistica e di trasporto merci si preparano al Tavolo per rinnovare il CCNL. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno predisposto la piattaforma, che ora deve essere approvata dalle assemblee dei lavoratori. L'analisi della situazione attuale denuncia i rischi della delocalizzazione dell'autotrasporto.

    Si avvicina la scadenza del contratto nazionale di lavoro del settore trasporto merci e logistica e le parti stanno preparandosi per una trattativa che, vista l'attuale situazione d'incertezza, potrebbe essere complessa. Il primo passo lo hanno compiuto le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, che hanno preparato la bozza di piattaforma comune, ora al vaglio delle assemblee dei lavoratori.

    Il documento esordisce con un'analisi dell'attuale situazione del settore: "L'assenza di una reale politica di riforma nel settore sta portando tutto il sistema dei trasporti e della logistica verso il collasso. Il Paese paga un costo pesante in termini di inefficienza, ambiente e occupazione, in quanto l'assenza di un piano industriale mirato da parte del Governo, lascia che questo nucleo fondamentale di imprese degenerino in forme sempre più disgregate e disarticolate, mentre il riequilibrio modale, in questo contesto di polverizzazione e debolezza strutturale, diviene meramente velleitario". Perciò i sindacati affermano che "Diviene fondamentale intervenire nei confronti del Governo per fare un quadro concreto della situazione attuale nella sua più completa gravità, per convincerlo della vacuità degli interventi non finalizzati, fatti fino ad oggi, e della necessità di una politica industriale seria per salvare le imprese e l'occupazione in questo mondo".

    Anche i sindacati - come ha fatto qualche giorno fa il presidente di Anita, Eleuterio Arcese – denunciano il rischio di una forte delocalizzazione dell'autotrasporto italiano: "Le imprese strutturate italiane, spinte dal dumping, stanno delocalizzando la loro attività, aprendo nuove filiali o vere e proprie aziende nei Paesi neocomunitari e stanno spostando lì la produzione, pur continuando a effettuare servizi di trasporto su territorio nazionale attraverso un uso deviato del cabotaggio, con grande perdita per l'Italia in termini di imposte, contributi e occupazione". E quando non si delocalizza l'impresa, prosegue il documento, viene utilizzata forza lavoro straniera "grazie ad un uso distorto della normativa del distacco e della somministrazione lavoro transazionale (direttiva EU 96/71), sono i lavoratori neocomunitari a giungere in Italia e ad allargare ancora di più la vasta offerta di manodopera che c'è già nel settore, con riduzioni in termini retributivi e contributivi di tale portata che per i conducenti italiani e per le imprese virtuose diventa veramente difficile competere".

    Sempre con uno sguardo alla situazione internazionale, i sindacati intervengono sulla liberalizzazione del cabotaggio stradale in ambito comunitario: "Diviene quanto mai necessaria, anche in previsione della liberalizzazione del cabotaggio, un'azione congiunta nei confronti del Governo e della Commissione Europea per arrivare a definire regole certe e antidumping, che sanciscano una volta per tutte la corretta retribuzione dei conducenti non residenti, che lavorano in uno o più Stati membri; un sistema condiviso di applicazione di dette regole; un impianto sanzionatorio efficace e una politica dei controlli, concretamente disincentivante".

    Riguardo alla trattativa per il rinnovo del contratto, i sindacati sottolineano alcuni aspetti che ritengono prioritari: estensione delle tutele del contratto alla distribuzione delle merci in aree urbane e suburbane (compresi i conducenti dell'ultimo miglio) e impegno a contrastare l'illegalità. Sulla contrattazione del secondo livello, la piattaforma prevede d'introdurre "previsioni esigibili sul tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, sulle pari opportunità e politiche volte al sostegno e alla cura della vita familiare". Sulla distribuzione, ribadisce l'estensione delle norme vincolanti per i committenti anche ai loro subfornitori, mentre per gli autisti richiede la ridefinizione della declaratoria e del profilo professionale (con attenzione a specifiche professionalità, come la specializzazione al trasporto ADR). Sempre per i conducenti, i sindacati chiedono la ridefinizione degli orari tenendo conto della normativa comunitaria sul tempo di lavoro.

    Sull'aspetto retributivo, la piattaforma unitaria chiede per il triennio 1° gennaio 2013-31dicembre 2015, un aumento della retribuzione mensile al livello 3s, che consenta il pieno recupero del potere di acquisto del salario. Altri capitoli riguardano i diritti sindacali, la sicurezza e la formazione del personale.

    BOZZA PIATTAFORMA SINDACALE RINNOVO CCNL TRASPORTO MERCI E LOGISTICA

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