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Treno intermodale tra Puglia e Lombardia

L'acquisto dei contenitori ha richiesto un significativo investimento (otto milioni di euro per duecento unità), ma secondo l'azienda comporta una riduzione dell'incidenza dei costi di trasporto sulla marce pari almeno al 20%. "Per ragioni legate all'aumento del prezzo del gasolio, alla congestione delle autostrade e alle norme imposte dal nuovo Codice della Strada, la nostra azienda incontrava notevoli difficoltà a raggiungere i clienti del Nord Italia. Per questo, da oltre due anni abbiamo avviato, in collaborazione con Autamarocchi e Alpe Adria, il primo collegamento ferroviario tra Giovinazzo e Trieste, per conto del nostro cliente Pasta Zara", spiega l'amministratore delegato Francesco Casillo, annunciando l'apertura della nuova relazione con il Nord Italia. "Da pochi giorni è stato avviato un secondo treno, con frequenza settimanale, sempre dal terminal di Giovinazzo, del quale siamo diventati soci con un investimento di quattro milioni di euro, diretto a Brescia, carico di 40 container da 30 piedi per complessive 1.200 tonnellate di semola e grano duro, che vengono poi distribuite via strada dai camion di Copav».

Meglio rotaia del mare - "Pur senza aver ricevuto un euro d'incentivi pubblici per passare dalla strada alla ferrovia, abbiamo constatato che questa formula di trasporto funziona bene e sono allo studio nuove linee verso il Piemonte e la Sicilia, oltre che un possibile ulteriore potenziamento verso il centro-nord Europa", precisa il direttore della logistica, Francesco Milano, aggiungendo che "In Italia sarebbe auspicabile una maggiore liberalizzazione del mercato ferroviario, perché le tariffe di Trenitalia rimangono ancora piuttosto elevate se comparate con quelle dei Paesi esteri». Un'altra alternativa alla strada è il trasporto via nave, ma il costo dei noli, il transit time e la mancanza di magazzini in porto disponibili per lo stoccaggio e la successiva distribuzione delle merci ha fatto preferire il trasporto su ferro.

Prossima tappa il porto - Però, lo sbarco del Gruppo Casillo nei porti è solo rimandato, perché l'azienda pugliese sta completando in questi giorni l'acquisto di due terminal rinfuse dedicati alla movimentazione di granaglie nei porti di Ancona e Bari, attualmente in mano a Silos Granari della Sicilia (controllata d'Italcementi). L'azienda pugliese è tra i leader in Italia per la produzione, commercializzazione e movimentazione di grano e altri sfarinati, con una capacità produttiva di oltre un milione di tonnellate all'anno, una movimentazione di quasi due milioni di tonnellate e un fatturato consolidato di 550 milioni di euro nell'esercizio 2010.

Nicola Capuzzo

© TrasportoEuropa -  Riproduzione riservata

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