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Normativa

Come funziona l’eurovignetta in Italia


Il decreto di recepimento in Italia dell'eurovignetta comprende nove articoli ed un allegato. Il primo articolo comprende le consuete definizioni ed i riferimenti normativi esterni, mentre il testo entra nel merito della questione con il secondo articolo che, tra l'altro, stabilisce che in determinate condizioni, pedaggi e diritti d'utenza possono essere applicati solo ai veicoli con massa complessiva pari o superiore a 12 tonnellate. Se si applica tale limitazione, il ministero dei Trasporti deve spiegarne i motivi alla Commissione Europea. Lo stesso articolo determina che i diritti di utenza devono essere proporzionali alla durata dell'utilizzo dell'infrastruttura, da un giorno a un anno. Però, il ministero dei Trasporti può applicare solo la quota annuale ai veicoli immatricolati in Italia.
L'importo richiesto deve basarsi sul principio del recupero dei costi dell'infrastruttura, ossia sulla media ponderata dei costi di costruzione, di esercizio, di manutenzione e sviluppo. Essi possono anche comprendere la remunerazione del capitale e un margine di profitto in base alle condizioni di mercato. L'eurovignetta comprende anche oneri per costi esterni, che devono essere determinati in funzione al costo dell'inquinamento atmosferico e, nelle aree abitate, anche quelli dell'inquinamento acustico (secondo parametri fissati nell'allegato).
Il testo precisa che "Gli oneri per i costi esterni stabiliti in funzione del costo dell'inquinamento atmosferico dovuto al traffico non si applicano ai veicoli conformi alle norme Euro più rigorose in materia di emissioni fino a quattro anni dopo le date di applicazione di cui alle disposizioni che hanno introdotto tali norme". Quindi, per esempio, potrebbero essere esonerati i veicoli Euro 6 fino al 2018. il decreto consente in casi eccezionali l'imposizione di oneri superiori per le strade situate in aree montane.
L'articolo 3 riprende le determinazione dell'onere per l'infrastruttura, che deve variare secondo la categoria di emissione Euro degli autoveicoli, purché l'imposizione per i veicoli più inquinanti non superi il doppio di quella dei veicoli meno inquinanti. Sono possibili deroghe in casi specifici, evidenziati dal decreto, previa comunicazione alla Commissione Europea.
Il testo prevede anche la differenziazione dell'onere sulla stessa infrastruttura - se ciò determina un miglioramento della sicurezza stradale, della congestione o dei danni – in particolari momenti della giornata, del giorno o della stagione. Il decreto pone però dei limiti di tempo e di differenza di onere. Inoltre, esso precisa che "La variazione sia stabilita e applicata in modo trasparente e neutro rispetto agli introiti su un tratto stradale interessato da congestione del traffico prevedendo tariffe di pedaggio ridotte per gli autotrasportatori che viaggiano al di fuori delle ore di punta e tariffe di pedaggio maggiorate per quelli che viaggiano durante le ore di punta sullo stesso tratto stradale".
L'articolo 4 stabilisce come impiegare i fondi ricavati dall'eurovignetta, che hanno lo scopo di "garantire lo sviluppo della rete dei trasporti nel suo insieme". Quindi, devono essere usati dal ministeri dei Trasporti solo "a beneficio del settore dei trasporti", con la priorità di rendere i trasporti più sostenibili attraverso le seguenti misure: agevolare una tariffazione efficace; ridurre alla fonte dell'inquinamento dovuto al trasporto stradale; attenuare alla fonte gli effetti dell'inquinamento dovuto al trasporto stradale; migliorare le prestazioni dei veicoli in materia di CO2 e di consumo di carburante; creare infrastrutture alternative per gli utenti dei trasporti e l'espansione della capacità attuale; sostenere la rete trans-europea di trasporto; ottimizzare la logistica; migliorare la sicurezza stradale; attuare parcheggi sicuri. In particolare, almeno il 15% degli introiti deve sostenere la rete trans-europea di trasporto.
L'articolo 5 stabilisce che gli importi devono essere rivisti a cadenza biennale e l'articolo 6 impone che ogni quattro anni il ministero dei Trasporti deve inviare una relazione alla Commissione Europea. Gli articoli seguenti portano altre variazioni legislative che non interessano direttamente gli utenti.

DECRETO LEGISLATIVO 43 DEL 4 MARZO 2014 SU EUROVIGNETTA - TESTO COMPLETO

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