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Sblocca Italia, deterrente contro cabotaggio abusivo


Il contrasto abusivo riparte dal 32 bis, ossia dal nuovo articolo inserito dalla Camera come emendamento al Decreto Sblocca Italia e approvato dal Senato tramite la fiducia. L'intero articolo contiene diverse disposizioni per l'autotrasporto e la prima riguarda proprio il cabotaggio. Il testo è relativamente breve, ma rappresenta uno strumento importante per controllare i camion stranieri e, se sarà effettivamente applicato sulle strade, potrebbe rappresentare un'importante deterrenza.
In pratica, il testo aggiunge un nuovo comma (1 bis) all'articolo 46 bis della legge 298 del 6 giugno 1974, che recita: "Le sanzioni di cui al comma 1 si applicano nel caso di circolazione nel territorio nazionale di veicoli immatricolati all'estero qualora sia riscontrata, durante la circolazione, la non corrispondenza fra le registrazioni del tachigrafo o altri elementi relativi alla stessa circolazione e le prove documentali che devono essere fornite ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1072/2009, nonché nel caso in cui le prove stesse non siano conservate a bordo ed esibite ad ogni controllo".
Ciò significa che se al momento del controllo, l'autista del veicolo con targa estera non presenta una documentazione regolare o esauriente del trasporto internazionale che sta svolgendo in Italia (o dell'eventuale trasporto nazionale in cabotaggio), oppure se le registrazioni del cronotachigrafo non concordano con la documentazione (per esempio, il veicolo risulta viaggiare sul territorio italiano senza apparente motivo), saranno automaticamente erogate le sanzioni previste per il cabotaggio abusivo, senza che necessariamente gli organi di controllo debbano provare che effettivamente il camion ha svolto un trasporto. Sanzioni che sono piuttosto pesanti: pagamento da 5000 a 15.000 euro e fermo del camion per tre mesi.
Con l'approvazione del Decreto Sblocca Italia da parte del Parlamento, questo provvedimento è Legge dello Stato e dovrà essere applicato dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, che avverrà nei prossimi giorni. In realtà, il testo mostra un difetto formale: infatti, parta di "registrazioni del tachigrafo" invece che di cronotachigrafo. Il primo è lo strumento che indica solo la velocità, il seocndo è quello che registra la velocità e i tempi di guida e di riposo. Ennesima dimostrazione dell'ignoranza dei legislatori sulle questioni relative all'autotrasporto. Speriamo che la versione in Gazzetta Ufficiale venga corretta, a scanso di pedanti ricorsi.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata

 


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