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11 febbraio 2010 @ 15:12:29 CET
Acerbi-Viberti, Margaritelli e Magnetto svelano la nuova joint-venture per la produzione di rimorchi stradali. Tre stabilimenti a Pescara, Nichelino e Verona.
I due principali costruttori italiani di rimorchi stradali uniscono le loro risorse con il produttore di componenti CLN (Magnetto) per creare un grande polo italiano che intende competere in Europa con tedeschi e francesi. La nuova società si chiamerà Compagnia Italiana Rimorchi: la maggioranza del capitale (60%) è del Gruppo Margaritelli (che possiede Merker e Cardi), mentre Acerbi-Viberti e CLN hanno entrambi il 20%. Il presidente della società sarà Claudio Acerbi.
Tre stabilimenti - Compagnia Italiana Rimorchi produrrà rimorchi e semirimorchi nei tre stabilimenti già operativi di Nichelino (Viberti), Tocco da Casauria (Merker) e Verona (Cardi), che impiegano complessivamente 400 persone. La capacità produttiva potenziale ammonta a 15mila unità annue (anche se le previsioni di vendita a medio termine puntano a 5000 unità, di cui un migliaio per l'export). Quando la Compagnia Italiana Rimorchi sarà pienamente operativa - tra pochi mesi - verrà ridistribuito il lavoro tra gli impianti produttivi. A Nichelino (dove è previsto il trasloco in una struttura più piccola dell'attuale) e a Verona avverrà l'assemblaggio e la post-vendita di tutti i marchi, mentre nell'impianto robotizzato di Tocco di Casauria (Pescara) si effettuerà la saldatura e la verniciatura dei telai, oltre che l'assemblaggio e la post-vendita, sempre per tutti i marchi. Attuare l'assemblaggio e l'assistenza sui tre impianti consente di ridurre i costi logistici per la consegna ai clienti, che così può avvenire sulla base della prossimità geografica. La produzione di allestimenti specializzati sarà distribuita tra le fabbriche: per esempio, a Verona si realizzeranno ribaltabili in acciaio.
Vendita - Per la commercializzazione italiana dei marchi Acerbi, Viberti, Merker, Cardi e Piacenza restano attivi gli attuali canali distributivi. All'estero, invece, verrà creata una rete distributiva unica, anche se potranno restare marchi differenziati. Con questa joint-venture produttiva, Compagnia Italiana Rimorchi intende conquistare il 25% del mercato dei rimorchi italiano (nel 2008, i partecipanti avevano il 20%) ed entrare tra i primi sei costruttori europei (oggi sono all'ottavo posto).
Settore in crisi - Questa è la più importante aggregazione italiana nel settore degli allestimenti per veicoli industriali e rappresenta anche un'operazione importante a livello europeo, dove gli italiani hanno scontato un'elevata frammentazione imprenditoriale, che ha favorito la penetrazione degli stranieri (specialmente tedeschi). La situazione è peggiorata con la crisi economica, che nel 2009 ha tagliato il fatturato dei costruttori di semirimorchi standard fino all'80%.
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