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Manovre a Gioia Tauro
Scritto dalla redazione [redazione]
Marittimo 12 marzo 2007 @ 13:58:32 CET
Dopo che Contship minaccia di lasciare il porto, spuntano voci sull'interesse di Nyk e Msc. E le Ferrovie vogliono un terminal interno. Si riscalda il fronte sindacale.

Il più importante porto container italiano sembra essere al centro dell'interesse di alcune grandi compagnie marittime, che vorrebbero mettere un piede nella gestione del terminal. Nel giro di poche ore, infatti, sono apparse indiscrezioni che riguardano la giapponese Nyk e la svizzera (ma italiana di fatto) Msc. Anche le FS intendono sviluppare servizi nel terminal e l'Ad Moretti ha chiesto spazio per un terminal intermodale.

Le voci sull'interesse della giapponese Nyk partono da un fatto concreto, ossia da alcuni incontri tra rappresentanti della compagnia giapponese e rappresentanti del Governo italiano e dell'Autorità portuale. Il primo, avvenuto nel luglio 2006, ha visto come protagonisti lo stesso ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi ed il presidente dell'Autorità Giovanni Grimaldi. Tema della discussione è stato proprio la possibilità d'inserirsi nel porto calabrese. Negli incontri successivi ha partecipato il presidente del Consiglio Romano Prodi e, nel più recente avvenuto a novembre, il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero.

Nyk porterebbe a Gioia Turo più di un terminal marittimo di container, perché il gruppo giapponese sta sviluppando una rete globale di servizi logistici, per i quali ha già creato una filiale italiana della divisione Nyk Logistics. Finora la compagnia si è dedicata all'Europa settentrionale, ma gli incontri ad alto livello in Italia mostrano l'interesse verso il bacino del Mediterraneo. A Gioia Tauro, quindi, Nyk potrebbe creare una struttura integrata che comprenderebbe un fronte mare per sbarco e imbarco di contenitori ed una piattaforma logistica alle sue spalle. Ma esiste un problema di spazio, perché la banchina è nelle mani di Medcenter (Contship), mentre nel retroporto ci sarebbe un'area disponibile, che però è occupata da binari, anch'essi dati in concessione a Medcenter. Non è escluso che Nyk e Contship possano raggiunge un accordo anche se, nello stesso tempo, si parla di un interesse in quote di Medcenter da parte della compagnia marittima Msc.

Proprio il versante ferroviario complica ulteriormente la situazione, perché l'amministratore delegato di FS, Mario Moretti, ha proposto la candidatura delle Ferrovie nella gestione diretta di un terminal intermodale all'intermo del porto e magari di "parte della banchina". Una presenza che, secondo l'Ad, "può creare qualche problema nella riorganizzazione delle presenze nel porto, ma offre anche un'occasione unica". Le parole del dirigente riflettono due aspettative dell'attuale Governo. La prima, espressa da Prodi, vede la creazione di una grande società logistica dall'unione delle attività in questo ambito di Poste e Ferrovie. In questo caso, uno sbocco sul mare in uno dei più importanti scali del Mediterraneo sarebbe una mossa strategica fondamentale. La seconda aspettativa viene dal ministro dei Trasporti che, provenendo proprio dalla Calabria, vorrebbe sviluppare Gioia Tauro ben oltre la funzione di transhipment.

Ma si può far poco senza il consenso di Contship, che ha in mano le banchine del porto attraverso Medcenter. La società ha sempre difeso il ruolo di transhipment dello scalo calabrese, ma nello stesso tempo il gruppo Eurogate, cui appartiene, vede le sue strutture italiane anche come il terminale mediterraneo di un grande network di trasporto europeo. In tale ottica, Contship ha realizzato proprio con FS la joint-venture Hannibal, specializzata nel trasporto ferroviario di container. In questo gioco d'interessi incrociati rientrano probabilmente anche le minacce dell'Ad di Contship, Cecilia Battistello, di lasciare lo scalo calabrese. Sono dichiarazioni fatte in conseguenza degli scioperi proclamati dal sindacato autonomo Sdl, ma potrebbero anche essere funzionali alle manovre in atto.

Nell'immediato, però, Contship dovrà affrontare la nuova minaccia di sciopero che proviene da Sdl per quanto riguarda la gestione degli straordinari nel porto calabrese. Un accordo in tal senso è già stato siglato con le tre confederazioni, ma è stato contestato dal sindacato autonomo. Quest'ultimo si è rivolto al ministero del Lavoro per ottenere l'annullamento dell'intesa, ritenuta illegittima. Ma il ministero ha risposto che "non sembra potersi riscontrare alcuna violazione contrattuale". Aumentano, quindi, le probabilità di un nuovo sciopero. Finora, Sdl è riuscita a coinvolgere gran parte dei lavoratori e a bloccare l'attività dello scalo.

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