TrasportoEuropa

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

All Ways System accusata di frode fiscale

E-mail Stampa PDF

La Guardia di Finanza di Torino ha scoperto una frode fiscale che sarebbe stata effettuata dalla All Ways System di Trofarello. Arrestate cinque persone, tra cui il presidente del consiglio d'amministrazione e l'amministratore delegato, e sequestrati beni per oltre cinque milioni di euro. La società respinge le accuse.

Ben cento militi della Guardia di Finanza hanno partecipato la mattina del 5 luglio 2012 ad un'imponente operazione svolta in dieci Regioni (Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Sicilia e Sardegna), effettuando 21 perquisizioni, cinque arresti ed il sequestro di beni per oltre cinque milioni di euro. Al centro dell'inchiesta c'è la società di trasporto espresso All Ways System Spa di Trofarello, alle porte di Torino. I mandati di arresto per frode fiscale hanno interessato anche il presidente del consiglio d'amministrazione e l'amministratore delegato della società.

L'indagine è iniziata con una verifica fiscale nella sede dell'impresa, che ha portato alla scoperta di appunti e di brogliacci che hanno insospettitogli investigatori, perché avrebbero mostrato le possibile esistenza di un meccanismo di evasione per abbattere il cuneo fiscale in modo fraudolento. Così, un'ulteriore indagine avrebbe rivelato ben cinquemila rapporti di lavoro irregolari: invece di assumere direttamente il personale, la società avrebbe utilizzato dipendenti che risultavano formalmente a carico d'imprese definite "cartiere". Però, queste società non pagavano imposte né contributi. Infatti, i loro debiti con l'erario venivano saldati compensandoli con crediti Iva che, secondo le Fiamme Gialle, sono inventati. Inoltre, queste società, che erano intestate a prestanome nullatenenti, venivano poi poste in liquidazione o lasciate fallire, mentre i lavoratori venivano travasati ad altre società di comodo. Questo personale dipendente di altre società operava con l'impresa di Trofarello attraverso contratti di appalto per la fornitura generica di servizi di trasporto. Secondo gli inquirenti, il pagamento delle fatture così emesse serviva poi per trasferire alle cartiere i fondi necessari per versare gli stipendi a fine mese.

Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle, questo articolato meccanismo avrebbe prodotto false fatture per venti milioni di euro emesse dal 2003 al 2010, che avrebbe portato ad un'indebita detrazione dell'Iva di oltre quattro milioni e a minori versamenti d'Ires e Irap per oltre nove milioni di euro. A ciò bisogna aggiungere l'ulteriore riduzione d'imposte e contributi sul costo del lavoro, nella misura del 43% delle retribuzioni corrisposte ai dipendenti, per un'evasione complessiva allo Stato quantificata in 22 milioni di euro. Secondo la Guardia di Finanza, questo meccanismo avrebbe contribuito ad aumentare il fatturato dell'azienda in undici anni dai nove milioni di euro del 1999 agli oltre 90 milioni del 2012, causando anche una distorsione del mercato dell'autotrasporto, potendo offrire ai committenti tariffe più basse della concorrenza proprio grazie alla frode fiscale.

Il meccanismo ha danneggiato anche i dipendenti, che continuavano a cambiare azienda, pur mantenendo le stesse mansioni nello stesso posto, e che per mantenere il lavoro dovevano firmare lettere di dimissioni in bianco, rinunciando a volte alla liquidazione ed agli scatti d'anzianità. Per loro fortuna, il buco all'Inps causato dalla false compensazioni viene coperto dallo Stato, preservando il trattamento previdenziale. A tale proposito, però, la Guardia di Finanza rileva che "Alcuni degli indagati non disdegnavano di farsi assumere dalle società cartiere, non senza il riconoscimento di paghe di tutto rispetto, anche superiori ai settemila euro netti al mese".

Una volta riconosciute le singole responsabilità, saranno avviate le azioni di recupero dei contributi non versati, a cura degli Enti previdenziali ed assistenziali, anche rivalendosi sulle proprietà nel frattempo sequestrate dai Finanzieri di Torino, che consistono in quattro abitazioni, tre garage, due fabbricati industriali ed 1,5 milioni di euro in titoli.

Nella stessa giornata di oggi, la All Ways System ha reagito diffondendo una nota con cui si dichiara "sorpresa ed incredula di dover rispondere in sede penale del proprio operato". Il testo annuncia anche che la società "Intende respingere ogni addebito per quanto attiene l'ipotizzata evasione fiscale per milioni di euro. AWS Spa ritiene di aver sempre correttamente adempiuto, nell'esercizio della lunga e consolidata attività di impresa, a tutti gli obblighi fiscali e contributivi di Legge. Fiduciosa, infine, di poter chiarire ogni singola posizione, la società assicura comunque ai propri clienti e fornitori il regolare e puntuale svolgimento dei servizi tutti". La AWS opera a livello nazionale nel trasporto espresso con dodici hub e 105 filiali, che gestiscono oltre 250 linee regolari di trasporto stradale. Ogni anno movimenta dodici milioni di colli.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata

 bottone newsletter piccoloVuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità sul trasporto e la logistica e non perderti neanche una notizia di TrasportoEuropa? Iscriviti alla nostra Newsletter bisettimanale con l'elenco ed i link di tutti gli articoli pubblicati nei giorni precedenti l'invio. Gratuita e NO SPAM!

 
Letture:: 4409

newsletter_bottone

Iscriviti alla nostra Newsletter: riceverai nella tua casella di posta elettronica l'elenco con link delle ultime notizie pubblicate su TrasportoEuropa.

Informativa sulla privacy

Trasportonline banner ottobre 2017

Ricerca


Imprese

Camion ibrido alla conquista delle città


Fuso Canter Hybrid mareLa giapponese Fuso, del Gruppo Daimler, ha in listino il Canter Eco Hybrid, un autocarro con massa complessiva da 3,5 a 8,55 tonnellate che utilizza la trasmissione ibrida diesel-elettrica,...

j4age component required, but not installed