Da mercoledì 8 febbraio gli autotrasportatori che muovono i container nello scalo campano non lavorano per i committenti che non riconoscono i costi minimi previsti dalla legge. La protesta è stata indetta dal Coordinamento Fai Napoli Salerno Roma Caserta.
Da oggi s'inasprisce la vertenza tra le imprese di autotrasporto e la committenza che opera nel terminal container del porto di Napoli. Dopo che le associazioni dei committenti hanno disertato l'incontro fissato ieri per discutere l'applicazione dei costi minimi, il Coordinamento Fai Napoli Salerno Roma Caserta ha comunicato all'Autorità Portuale di Napoli, alla Guardia di Finanza ed alle stesse rappresentante dell'utenza che da mercoledì 8 febbraio gli autotrasportatori interrompono il servizio “nei confronti di tutti i committenti che non rispettano la legge sui costi minimi di sicurezza”.
Quindi, da oggi “I trasportatori del Porto di Napoli assicureranno il proprio servizio solo a coloro i quali si impegneranno a rispettare la legge attraverso la conclusione di contratti di trasporto regolari con la normativa sulla sicurezza”. Inoltre, la Fai chiederà un intervento immediato della Prefettura e dell'Autorità Portuale “per assicurare che tutti operino nel rispetto della normativa vigente, nel frattempo si farà carico di segnalare al Ministero competente tutti i committenti che operano senza rispettare i costi minimi di sicurezza”.
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