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Autotrasporto italiano sempre più debole in Europa

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Una ricerca diffusa da Gipa (Automotive aftermarket intelligence) illustra le debolezze del sistema italiano nel trasporto e nella logistica. Diciannovesima posizione nella classifica dell'indice Lpi.


Actros ponte rastrematoTutti i paesi europei hanno fatto registrare una crescita del Pil nel periodo 2007-2017, a parte l'Italia (-4 punti) che resta a undici punti di distanza dalla Spagna (a 7 punti) e a circa quaranta da tre paesi dell'Est come Polonia (+40), Romania (+32) e Slovacchia (+36). Lo stato di salute dell'economia dal punto di vista dell'occupazione mostra che nel 2017 in Italia il tasso è stato dell'11%, mentre era del 6% nel 2007. Con una tendenza positiva in atto da alcuni anni in tutti i Paesi, invece la Germania è passata indenne negli anni di crisi (dal 9 al 4%). La Spagna resta il Paese dove si è sofferto di più (dall'8 al 17%) ma dove la situazione sta rapidamente migliorando, anche rispetto all'Italia.
A questi dati possiamo affiancare l'indice logistica Lpi (Logistic Performance Index) della World Bank, che confronta il comportamento e le opportunità della logistica di 160 Paesi del mondo, identificando le aree dove si potrebbe agire per migliorare le prestazioni. L'indice Lpi è basato sull'analisi di sei parametri: efficienza della dogana e dei passaggi di confine; qualità dei trasporti e delle infrastrutture; facilità di organizzare spedizioni a prezzi competitivi; competenza e qualità dei servizi logistici; abilità di tracciare lo stato delle spedizioni; frequenza del rispetto dei tempi di consegna.
L'indice Lpi è costruito utilizzando la tecnica statistica dell'analisi delle componenti principali; i punteggi di ogni parametro vengono poi "normalizzati" per confrontarlo tra i vari Paesi del mondo. Dall'analisi risulta che la Germania è prima al mondo; l'Italia in 19° posizione, superata negli ultimi due anni dalla Spagna. In generale ben dodici nazioni europee (erano tredici nel 2016) sono tra le prime venti. Il Giappone è quinto, come primo Paese extra-europeo, al posto di Singapore.
Da questo si desume che attorno al totale del trasporto merci in Europa si sta assistendo a tendenze opposte tra i Paesi dell'Europa Occidentale (in calo) e i paesi dell'Europa Centro-Orientale (in aumento); la prestazione dell'Italia è stata una delle peggiori (-29% nel periodo 2007-2016). Rispetto al 2007, solo Polonia e Germania hanno fatto registrare un aumento delle tonnellate di merci trasportate su strada; ancora in calo Italia (-41%, da quasi 1.500.000 a 885.451 ) e Francia (-24% da 2.258.028 a 1.714.292), mentre sono risaliti i valori della Spagna. Il dato si riferisce al trasporto effettuato dai vettori immatricolati nei rispettivi Paesi (per esempio in Italia i vettori italiani che hanno trasportato merci sia in Italia, sia negli altri paesi dell'Unione Europea).
I singoli Paesi, quindi, pesano sul trasporto su strada in modo diverso. Germania (16%) e Polonia (18%) pesano 1/3 sul totale delle tonnellate per chilometri dell'UE (pari a 1.913 miliardi txkm) e quasi la metà sul totale degli otto Paesi in esame, mentre l'Italia pesa il 6%, però di un decennio fa era al 10%. La Francia è al 9%, la Spagna al 12%, la Gran Bretagna all'8%, la Romania la 3%, la Slovacchia al 2%, mentre il resto delle nazioni arriva al 26%. La Germania produce quindi il 21% del Pil e il 16% delle merci trasportate su strada in ambito comunitario, mentre la Polonia trasporta il 18% delle merci su strada, pur producendo solo il 3% del Pil.

Massimiliano Barberis

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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