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Bruciate tre autobetoniere nel modenese

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Nella notte tra il 14 e il 15 aprile 2018, le fiamme hanno distrutto tre veicoli industriali per l'autotrasporto del calcestruzzo a San Cesario, in provincia di Modena. Potrebbe essere un incendio doloso.


Incendio-Betoniere san Cesario aprile 2018 fntVdFI Vigili del Fuoco hanno lavorato per oltre quattro ore, fino alle cinque del mattino del 15 aprile per spegnere l'incendio che ha completamente distrutto tre autobetoniere e ne ha danneggiata una quarta a San Cesario, in provincia di Modena. I camion appartengono ad autotrasportatori che operano in conto terzi per Italcementi e i Carabinieri stanno indagando sulle cause dell'incendio, senza escludere quelle volontarie. Sempre in quella zona a marzo furono rubate due autobetoniere, che vennero recuperate dalla Polizia Stradale sull'autostrada A1. Su questo evento è intervenuta Cinzia Franchini, imprenditrice modenese che quando era presidente della Fita Cna avvio diverse iniziative contro l'infiltrazione della mafia nell'autotrasporto.
In una nota, Franchini ricorda diversi incendi dolosi avvenuti nel modenese e afferma che questo caso "è particolarmente emblematico perché colpisce un settore - quello dell'autotrasporto e del movimento terra - particolarmente vulnerabile alle infiltrazioni mafiose e, quando non si tratta di criminalità organizzata in senso stretto, ad azioni intimidatorie messe in atto con metodi tipicamente mafiosi. L'economia che ruota intorno alle tanto contestate attività estrattive di San Cesario vale diversi milioni di euro ogni anno e - al di là delle proteste dei Comitati locali - il mondo dei cavatori ha oggettivamente una forte capacità di lobby sul mondo della politica modenese e regionale e - quindi - delle istituzioni".
L'imprenditrice modenese conclude chiedendosi se "in questo settore e in quello dell'autotrasporto più che in altri non vi sia un sistema economico che volutamente finga di non conoscere il problema, accettando quasi come fisiologica la presenza di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata o di personaggi che ne adottano i metodi. Con le associazioni di categoria silenti e occupate a mantenere le proprie strutture e addirittura isolando o denigrando coloro che sollevano apertamente il problema. Il processo Aemilia in questi mesi ha dimostrato quanto il tema sia concreto".

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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