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Anama chiede soluzione sosta camion a Malpensa

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La presidente dell'associazione degli spedizionieri aerei, Marina Marzani, sollecita la soluzione per i veicoli industriali che caricano e scarico alla cargocity lombarda.


Malpensa Cargocity alto ribalte camionLa presidente di Anama, l'associazione che rappresenta a livello nazionale le aziende esercenti l'attività di spedizione per via aerea, ha lanciato una precisa richiesta al direttore generale di Enac (Ente nazionale aviazione civile) in occasione della presentazione del position paper dedicato al rilancio del cargo aereo tenutasi a Malpensa. "Nonostante il dialogo costruttivo che abbiamo instaurato da qualche tempo, dobbiamo segnalare che sulla situazione parcheggi (dei camion, ndr) siamo ancora in attesa di risposta da Enac dopo due anni e mezzo" ha dichiarato Marina Marzani.
La questione riguarda il pagamento chiesto dalla Sea-Aeroporti di Milano ai veicoli industriali che entrano nella cargocity di Malpensa per caricare e scaricare la merce. Un problema che assume dimensioni considerevoli, se si pensa che alcuni mezzi sostano a volte diverse ore in attesa del carico. "Il dialogo con Enac è costruttivo, ma non si può attendere due anni per vedere evase le richieste di verifica, senza avere un chiaro indirizzo sui correttivi. Su alcuni temi dopo due anni sono arrivate risposte blande".
Nel suo discorso la Marzani, in rappresentanza anche del Cluster Cargo Aereo (di cui fanno parte anche Assohandlers, Assoaereo e Ibar), ha espresso anche altre richieste specifiche. La prima è una razionalizzazione degli aeroporti: "Il general air cargo necessita di masse critiche importanti per poter essere attrattivo nei confronti delle compagnie aeree, soprattutto da quando non abbiamo più una compagnia di bandiera italiana. Ciò consente anche di razionalizzare gli investimenti dei privati ma anche delle amministrazioni pubbliche, troppo spesso a corto di personale per garantire un servizio efficiente alle merci".
Il Cluster Cargo Aereo italiano chiede inoltre la creazione di poli logistici perché "per garantire l'efficienza della comunità del cargo aereo occorre che gli operatori operino, se non all'interno, in spazi limitrofi agli aeroporti", ha proseguito Marzani, evidenziando come la situazione di Milano sia emblematica visto che tutti i principali attori del cargo aereo sono insediati a Segrate mentre l'aeroporto merci è a Malpensa, con conseguente aggravio di esternalità negative in termini di maggiori costi e minore efficienza.
"Per realizzare i poli logistici – ha specificato Marzani – servono due condizioni fondamentali: la prima è che i prezzi di affitto dei magazzini siano in linea con i prezzi di mercato e, la seconda , che per spostare le merci dalla Cargo City ai magazzini del polo logistico non sia necessario emettere documento di transito doganale".
L'ultima criticità segnalata da Marina Marzani è il momento doganale e più nello specifico "il problema del doppio riscontro della Guardia di Finanza in contesti ove questa amministrazione non ha sufficienti risorse. Lo stesso si può dire per l'Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera). Approfitto dell'occasione per chiedere a Teresa Alvaro (direttrice delle Dogane, ndr) un aggiornamento sul problema legato alla indicazione della targa del mezzo sul documento di transito, che sta causando notevoli disagi agli operatori".

Nicola Capuzzo

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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