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Primo passo per spostare 150 mln da autotrasporto a mare

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L'ottava Commissione Lavori Pubblici del Senato ha approvato l'8 novembre 2017 un emendamento alla Legge di Bilancio che toglie 50 milioni l'anno al trasporto stradale per destinarli a quello marittimo.


Arcese camion traghetto GrimaldiPer ora è un emendamento del Senato, che dovrà percorrere un articolato iter parlamentare e non è detto che non si perda per strada. Ma il segnale è preoccupante per l'autotrasporto, che se l'emendamento approvato ieri venisse effettivamente convertito in legge perderebbe cinquanta milioni di euro l'anno per i prossimi tre anni, ossia nel triennio 2018-2020. La Commissione intende così "assicurare adeguate risorse per il trasporto merci nel settore marittimo" e in modo specifico alle autostrade del mare "con l'obiettivo di spostare sempre più il trasferimento dalla modalità stradale a quella per via d'acqua".
Riguardo all'autotrasporto, nel testo approvato la Commissione "evidenzia la necessità di destinarle all'effettivo ammodernamento e sviluppo del settore dell'autotrasporto, superando l'attuale frammentazione, nonché all'adeguamento delle infrastrutture immateriali che accompagnano la filiera logistica, ancora troppo carenti".
Dal rendiconto ufficiale del dibattito per l'approvazione dell'emendamento sono emerse posizioni diverse all'interno del Partito Democratico. Il senatore Esposito, pur rimettendosi alla decisione della Commissione e condividendo le finalità dell'emendamento, ricorda che "il trasporto stradale continua a registrare gravi sofferenze in Italia, anche per l'affacciarsi di nuovi fenomeni legati all'aumento dell'attività dei corrieri per le spedizioni del commercio elettronico". A tale proposito, egli chiede di ascoltare i diretti interessati, come Amazon.
Il senatore Borioli esprime "forti perplessità", perché questo intervento "andrebbe inserito in un progetto più ampio". Per lui non basta spostare fondi dalla strada al mare, ma bisogna anche "potenziare in generale le modalità di trasporto delle merci alternative e meno inquinanti rispetto a quella stradale, anche attraverso la realizzazione delle necessarie infrastrutture". Il sottosegretario ai Trasporti, Del Basso De Caro, ha sostenuto che "i fondi per il settore dell'autotrasporto sono già stati pesantemente decurtati negli anni passati e non è quindi accoglibile la richiesta di spostare ulteriori risorse, sia pure a favore del trasporto marittimo".
Il senatore Filippi sostiene invece l'investimento ricordando che "si tratta di uno spostamento di risorse minimo e che lo stanziamento per l'autotrasporto resta comunque in aumento rispetto al 2017" e sostenendo che "in passato le risorse stanziate per questo settore non sono state distribuite in maniera efficace e non hanno contribuito all'ammodernamento del comparto".
Posizione analoga è quella del senatore Ranicci, secondo cui questa "non è una riduzione tout court per il settore dell'autotrasporto, ma solo di un minore aumento, pari a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018-2020: è però importante dare un segnale di riduzione degli incentivi per il trasporto merci su gomma a favore di una modalità meno inquinante come il trasporto marittimo, che in questi anni è stato ingiustamente penalizzato".
Favorevoli all'emendamento sono anche i senatori del Movimento 5Stelle. Il senatore Cioffi condivide "l'esigenza di incoraggiare il trasporto merci mediante modalità alternative come il ferro e le vie d'acqua e di ridurre quello su gomma". Il senatore Scibona "ribadisce il sostegno della sua parte politica a iniziative che riducano il trasporto su gomma potenziando altre modalità. Il problema degli autotrasportatori legati alle spedizioni del commercio elettronico deriva dall'evoluzione delle abitudini di acquisto e non può essere facilmente risolto se non con politiche di incentivazione del commercio di prossimità".

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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