TrasportoEuropa

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Riesplode la protesta dell’autotrasporto alla Spezia

E-mail Stampa PDF

Il 7 novembre 2017, un autotrasportatore ha bloccato il suo camion all'ingresso del terminal container, esasperato dalle lunghe attese. Intervengono anche le associazioni.


LaSpezia porto alto1Per due ore, dalle otto alle dieci del mattino, l'accesso al porto di La Spezia è stato bloccato da una lunga fila di camion, che è proseguita anche sulla viabilità cittadina in via Carducci. In questo caso, l'ingorgo è stato causato dal camion di un autotrasportatore esasperato dalle lunghe attese davanti al terminal container, che ha chiuso il camion e lo ha lasciato come "tappo", impedendo agli altri veicoli di accedere. Secondo la ricostruzione delle associazioni dell'autotrasporto, l'autotrasportatore ha visto "l'accesso bloccato da una sola guardia giurata alla sbarra di ingresso del porto, che lo ha costretto a cambiare strada, operazione che lo ha impegnato in una manovra rischiosa e, sconfortato dall'insieme della situazione, ha fermato il mezzo".
Dopo un paio di ore, grazie anche all'intervento della Questura e dell'Autorità Portuale, la circolazione è ripresa. Ma la vicenda non termina qua, perché Fita Cna e Confartigianato Trasporti hanno diffuso un comunicato che definisce la situazione alla Spezia "non più sostenibile".
"Normalmente la città non si accorge dei disagi, tranne che in casi eclatanti come quello di ieri", spiega a TrasportoEuropa Giuliana Vatteroni, responsabile Fita della Spezia. "Ma dopo aver varcato l'ingresso degli Stagnoni, i camion s'immettono in un budello e restano in fila per lungo tempo prima di entrare al cancello del terminal container. Per fare un'operazione che tra entrata e uscita richiede al massimo 45 minuti, i veicoli possono impiegare più di un'ora e mezzo. E siamo un periodo tranquillo, chissà che cosa accadrà tra un paio di settimane, quando inizierà il picco della movimentazione container".
Nella nota congiunta, le due associazioni affermano che "l'attesa delle operazioni di carico e scarico porta gli autisti a consumare inattivamene le ore di guida e di lavoro a disposizione, rischiando anche sanzioni in caso di verifica da parte degli organi di controllo e perdita di denaro per mancati viaggi e ritardi nelle consegne". Sono necessari interventi infrastrutturali, che però richiedono due o tre anni. Quindi, concludono le associazioni, "è necessario cercare di accelerare le operazioni interne senza movimentazioni prioritarie legate alle navi e ai treni che fanno dilatare i tempi d'attesa e individuare aree all'interno del porto per carico e scarico di container nei momenti di punta. Queste soluzioni in grado di attenuare le criticità non sono più procrastinabili".

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
Segnalazioni, informazioni, comunicati, nonché rettifiche o precisazioni sugli articoli pubblicati vanno inviate a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 


  Puoi commentare questo articolo nella pagina Facebook di TrasportoEuropa

 bottone newsletter piccoloVuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità sul trasporto e la logistica e non perderti neanche una notizia di TrasportoEuropa? Iscriviti alla nostra Newsletter con l'elenco ed i link di tutti gli articoli pubblicati nei giorni precedenti l'invio. Gratuita e NO SPAM!


 
Letture:: 1678

Camionsfera TV

newsletter_bottone

Iscriviti alla nostra Newsletter: riceverai nella tua casella di posta elettronica l'elenco con link delle ultime notizie pubblicate su TrasportoEuropa.

Informativa sulla privacy

Trasportonline banner ottobre 2017

Ricerca


Imprese

Camion ibrido alla conquista delle città


Fuso Canter Hybrid mareLa giapponese Fuso, del Gruppo Daimler, ha in listino il Canter Eco Hybrid, un autocarro con massa complessiva da 3,5 a 8,55 tonnellate che utilizza la trasmissione ibrida diesel-elettrica,...

j4age component required, but not installed