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Primo ostacolo per le modifiche UE alle norme sugli autisti

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Il 14 giugno 2018 il Parlamento Europeo ha respinto il mandato a negoziare alla Commissione Trasporti Tran con il Consiglio dei Ministri e la Commissione Europea sull'approvazione delle modifiche sui tempi di riposo degli autisti, il cabotaggio stradale e il distacco. La questione sarà quindi discussa in Aula.


Europa Parlamento aula Prima vittoria dei sindacati europei contro le nuove regole sui tempi e modi di riposo degli autisti, sul cabotaggio stradale e sul distacco internazionale dei conducenti, approvati lo scorso 4 giugno dalla Commissione Trasporti (Tran) dell'Europarlamento. Secondo la proposta originale della stessa Tran, il testo uscito dalla Commissione sarebbe dovuto andare direttamente alla discussione con il Consiglio dei ministri dei Trasporti europei e la Commissione Europea senza passare dal voto in seduta plenaria. Ma oggi, la stessa seduta planaria ha respinto tale proposta, decidendo invece di mettere il testo uscito dalla Tran al voto dell'Aula, che avverrà a luglio (un evento ritenuto raro nella procedura parlamentare). Ciò significa un ritardo nell'iter di approvazione, ma anche la possibilità che prima del voto in Aula siano apportate modifiche.
Positive le reazioni dei sindacati, che contrastano le nuove regole, soprattutto quelle sui tempi di guida e riposo degli autisti. "Nel percorso che si è riaperto da oggi auspichiamo che riparta il dialogo, accogliendo le legittime richieste dei sindacati e dei lavoratori e per sostenere le nostre ragioni continueremo a portare avanti la mobilitazione di tanti lavoratori italiani ed europei",scrive in una nota la Filt Cgil. Nei giorni scorsi era emersa una differenza di valutazione su questi tempi tra sindacati e rappresentanti delle imprese, al punto che Maurizio Diamante, segretario nazionale di Fit Cisl, ha dichiarato che "il fatto che numerose aziende di autotrasporto merci approvino il voto della settimana scorsa della Commissione europea ai Trasporti dà da riflettere ed è uno sprone per il sindacato per mettere in piedi al più presto azioni di protesta".
Dopo l'approvazione in Tran delle modifiche, il segretario generale di Uiltrasporti, Claudio Terlazzi, affermò che le conseguenze sarebbero state molto pesanti per l'autotrasporto italiano "che già sconta il dumping selvaggio proveniente dai Paesi dell'Est, che ha determinato chiusure e licenziamenti nello strategico settore italiano del trasporto merci e passeggeri e che sarà ulteriormente agevolato da regole più permissive in materia di cabotaggio". Terlazzi aggiunse anche che "Se questo provvedimento non sarà fermato le condizioni di lavoro degli autisti peggioreranno, a partire dai carichi di lavoro e da una peggiore articolazione dei riposi. Inoltre l'esclusione delle operazioni di trasporto su gomma transnazionali dalla direttiva sul distacco dei lavoratori, consentirà di sottopagare gli autisti di altri Paesi rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale vigente in Italia, procurando ulteriore abbassamento di standard, di sicurezza sulle strade e di occupazione italiana".
Sul fronte imprenditoriale, l'associazione degli autotrasportatori Anita ha una posizione diversa: "Riguardo ai tempi di guida e di riposo dei conducenti, la proposta approvata va nella direzione di una maggiore elasticità nell'applicazione delle regole, garantendo più ampi margini di flessibilità che non contrasta con il fondamentale principio della sicurezza stradale. Vanno in questa direzione la possibilità di alternare riposi regolari e riposi ridotti e quella di rientro a casa per gli autisti una volta terminate le ore di guida. In riferimento al riposo lungo in cabina, la proposta ne conferma il divieto ma accoglie la possibilità di effettuare il riposo a bordo del veicolo in aree opportunamente attrezzate dal punto di vista igienico e della sicurezza".
Il presidente dell'associazione, Thomas Baumgartner, ha commentato che "sono soluzioni che in generale ci appaiono di buon senso anche nei riguardi degli autisti, che rappresentano una ricchezza per le imprese di trasporto. Bisogna però stare attenti a non assimilare le tratte stradali dei trasporti combinati alle operazioni di cabotaggio in quanto le terminalizzazioni sono a tutti gli effetti parte di un trasporto internazionale e come tali devono essere sottoposte alle relative regole. Se così non fosse, si potrebbe registrare una brusca battuta d'arresto allo sviluppo dei trasporti combinati".

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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