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Dubbi su validità multa riposo in cabina

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Dopo che il ministero degli Interni ha diffuso la circolare del 30 aprile 2018 che equipara il riposo settimanale regolare trascorso sul camion al mancato rispetto del riposo stesso, emergono alcune questioni sulla sua concreta applicazione e sulla validità di una sanzione stabilita da una circolare.


Autista Actros branda leggeL'associazione dell'autotrasporto Fiap ha interpellato l'avvocato Federico Gallo per un commento sulle condizioni di applicazione della circolare del ministero degli Interni 330/A/3530/18/113/2 del 30 aprile 2018, che per la prima volta fissa la sanzione per chi trascorre il riposo settimanale regolare in cabina. Infatti, tale divieto è stato definitivamente sancito da una sentenza della Corte di Giustizia Europa, ma la Legge italiana non fissa sanzioni. In attesa di un adeguamento del Codice della Strada, il ministero degli Interni fornisce alla Polizia la disposizione di sanzionare il riposo in cabina come se l'autista non lo avesse preso per niente, quindi con una multa da 435 a 1701 euro e l'intimazione a non riprendere il viaggio fino a completamento del riposo.
L'avvocato Gallo sottolinea innanzitutto che la violazione può essere rilevata solamente su strada e nel momento in cui l'autista sta svolgendo il riposo in cabina, quindi non ci possono essere forme di accertamento successive. Nello stesso tempo, il legale pone il dubbio sulla validità di una sanzione stabilita da una circolare ministeriale: "Nel nostro ordinamento, infatti, le circolari ministeriali non sono considerate fonti del diritto e non vincolano né i cittadini, né il Giudice nella loro applicazione. La giurisprudenza di legittimità è costante nel dichiarare che le istruzioni impartite dall'amministrazione operano nei confronti degli uffici amministrativi, anche in fase di accertamento, ma non possono influenzare il giudizio di legittimità degli atti che si formano (quali, ad esempio, i verbali di accertamento di violazioni al Codice della Strada), allorché vi sia un un atto formale di contestazione (qual è, ad esempio, un ricorso avanti al Giudice di Pace), essendo in tal caso applicabili e vincolanti le sole norme di Legge". In concreto, ciò significa che chi viene sanzionato può ricorrere al Giudice di pace, con possibilità di ottenere l'annullamento della multa. L'avvocato Gallo auspica quindi un vero e proprio intervento normativo su tale materia.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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