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Cassazione chiude la causa contro Dentressangle

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Il 10 dicembre 2019 la Corte di Cassazione francese ha respinto i ricorsi della Procura e delle parti civili contro l'assoluzione di alcuni dirigenti della società di autotrasporto francese accusati di avere usato in modo illegale autisti stranieri.


Dentressangle camion piazzale autistaI giudici della Cassazione francese hanno definitivamente chiuso la procedura penale contro la Norbert Dentressangle (poi acquisita e integrata in Xpo Logistics) iniziata nel 2012 con una denuncia dell'Office Central de Lutte contre le Travail Illégal sulla base di segnalazioni sindacali. L'ente accusò l'azienda francese di avere usato dal 2005 al 2012 circa 1200 autisti autisti portoghesi, rumeni e polacchi in modo non conforme alla normativa francese, attuando dumping sociale in Francia. Dentressangle replicò che questi autisti lavoravano per società completamente autonome che svolgevano in modo regolare l'autotrasporto internazionale. Il processo iniziò a Valence nel 2015 con sei imputati, tutti dirigenti di Norbert Dentressangle.
Si aprì così una vicenda giudiziaria lunga e complessa, dove la difesa dell'azienda di autotrasporto giocò anche su questioni formali, ossia la legittimità di alcune perquisizioni svolte dalla Procura. Nel maggio del 2016 i giudici francese assolsero i sei imputati sostenendo che gli elementi portati dall'accusa non esano sufficienti a provare l'illegalità del loro comportamento. Durante il processo la difesa ne chiese l'annullamento per le irregolarità nelle perquisizioni e negli interrogatori. I giudici riconobbero che alcune irregolarità c'erano state, ma non bastavano ad annullare il procedimento.
Dopo la prima sentenza, il pubblico ministero presentò un ricorso in Appello e nell'agosto del 2018 i giudici di secondo grado confermarono l'assoluzione per tutti gli imputati. A questo punto, la Procura e le parti civili (ossia i sindacati Cfdt, Cftc, Etf e la Urssaf Rhône-Alpes) presentarono l'ultimo ricorso possibile, ossia quello in Cassazione. Ma il 10 dicembre 2019 i giudici hanno confermato le sentenze precedenti di assoluzione per un motivo formale, ossia che il ricorso è stato presentato in modo tardivo, ma anche riconoscendo l'illegittimità di alcune perquisizioni svolte durante l'inchiesta. Quindi, il caso è definitivamente chiuso.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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