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Piani mobili Kraker di nuova generazione

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Kraker KForce semirimorchioCon l'ampliamento del sito della Kraker in Olanda, l'importatore italiano Multitrax può aumentare la propria quota di allestimenti per veicoli industriali con piani mobili.


"Il nuovo stabilimento porta a 1500 la capacità produttiva totale", spiega Alberto Maggi, manager e proprietario con il fratello Andrea della Multitrax di Cremona. "Sono più di 7000 metri quadrati con nuovi impianti di saldatura robotizzati, che produrranno il nuovo modello di piano mobile K-force". Il modello dedicato all'Italia e con le specifiche tricolori ha il piano rinforzato da 10 centimetri di spessore per 92 metri cubi di volume, in acciaio e lega, la cassa autoportante in lega leggera con 39 traverse passanti, sotto cui lavora l'impianto Cargofloor CF 500SL-C, con lamiere di rinforzo in coda alle pareti da 3 millimetri lunghe 6 metri e alte 2 metri. La caratteristica del nuovo mezzo è di avere il telaio e la cassa, in materiali differenti, perfettamente imbullonati.
Il mercato nazionale di questo tipo di rimorchio sta aumentando e adesso siamo arrivati a una quota di mercato di 300 unità, destinata a crescere nel 2018. I piani mobili sono semirimorchi sempre più duttili e in grado di fare lavori differenti, dai rifiuti al trasporto pallettizzato, dal cippato ai concimi, allo stallatico fino ai pneumatici destinati alla trasformazione: "Possono trasportare più materiali ed essere competitivi rispetto al classico centinato", spiega Maggi, "perché sono molto più leggeri, ma sempre più robusti".
Prima, questi semirimorchi erano concepiti solo per il carico in coda dall'alto, erano chiusi per circa 9 metri e con una apertura da 4,5 metri in coda. Si caricavano sfruttando il movimento delle doghe al contrario e un paio di cunei applicati alle porte che favorivano con la loro inclinazione la distribuzione del materiale sul pianale mobile.
Adesso i modelli a tetto aperto caricano in modo diverso su tutta la lunghezza. In coda vi sono le piastre di rinforzo sulle pareti, e il piano può essere scelto a tenuta stagna, semitenuta o rinforzato. Nel caso del piano a tenuta, sotto le stecche si montano delle canaline che raccolgono il percolato che va in due serbatoi, uno sotto testata e uno sotto le porte posteriori, che devono però sempre essere puliti. In caso contrario spingono e sollevano le stecche e le rompono.
Oltre alle canaline si applica anche per tutta la lunghezza del telaio un foglio in lega saldato, e il portellone a tenuta. Ma in questa configurazione il mezzo pesa molto e trasporta del liquido sotto il telaio che si muove e non favorisce la sicurezza. In caso di materiali che non possono essere dispersi nell'ambiente è meglio utilizzare le casse ribaltabili con il portello a tenuta stagna. Per tutti gli altri rifiuti o carichi il piano mobile resta il mezzo in assoluto più competitivo e il mercato italiano lo ha capito da tempo.

Massimiliano Barberis

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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