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Le ferrovie merci cercano macchinisti

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Anche nel trasporto su rotaia c'è carenza di operatori: il caso più clamoroso è quello delle ferrovie tedesche DB dove mancano un migliaio di conduttori. Tanto che si pensa di coinvolgere nei corsi di formazione anche gli immigrati. Vivace la richiesta anche in Italia, grazie soprattutto alle imprese cargo.


SNCB conduttoreLe ferrovie tedesche, le Deutsche Bahn (DB), mentre annunciano un programma di investimenti da 10,7 miliardi di euro per il 2019 per cercare di superare ritardi e inefficienze contestate anche dalla Corte dei Conti, si ritrovano con un nuovo ostacolo da superare: la carenza di macchinisti. Nonostante i corsi di formazione solo quest'anno sforneranno un migliaio di nuovi abilitati alla condotta, saranno almeno 700-800 i posti vacanti. Del resto DB è un colosso che impiega qualcosa come 18mila macchinisti (e in Germania c'è la condotta con un solo agente). Il maggiore responsabile di questa situazione è il turnover, legato ai pensionamenti e alle dimissioni volontarie, che è arrivato a toccare anche a 1500 posizioni l'anno. Da qui ne è nata un'offensiva per trovare nuovo personale.
L'idea più originale è arrivata dallo stato federale del Baden-Württemberg, regione della Germania sud-occidentale. Per superare lo scarso interesse da parte dei tedeschi a ricoprire questo incarico professionale, si propone di organizzare corsi di formazione rivolti agli immigrati. La prima fase, che non è specifica per le ferrovie ma riguarda tutti i richiedenti asilo, passa dai corsi di lingua tedesca. Dopo di che, tutti quelli che avranno una buona conoscenza della lingua tedesca, potranno accedere alla scuola per macchinisti.
Del resto acquisire il "brevetto" per la condotta di un treno non è come andare a scuola guida e prendere la patente per l'auto, la formazione è molto più complessa e costosa e le varie imprese ferroviarie che ormai operano sul mercato europeo in regime di concorrenza si contendono i macchinisti già abilitati e con esperienza. L'ultima occasione in ordine di tempo è quella proposta da Athena, consorziata con AC Group Italia, la società riconosciuta dall'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (ora diventata Ansfisa). Questa organizza un corso per 22 macchinisti, 11 dei quali una volta abilitati saranno assunti da BLS Cargo, impresa ferroviaria svizzera specializzata nella trazione dei treni merci. Gli altri potranno spendere le certificazioni e le competenze acquisite durante i corsi in tutte le varie imprese ferroviarie.
Nell'ottobre 2018 anche Rail Traction Company (RTC), l'impresa ferroviaria con sede a Bolzano, ha avviato i corsi di formazione per venti macchinisti da assegnare alle sedi operative di Verona e Trieste. RTC ha una lunga tradizione nel settore della formazione: l'ultimo in fase di aggiudicazione, rappresenta il 15° corso per macchinisti. Altre imprese invece inseguono la scorciatoia rappresentata dalla ricerca di figure già formate. Per tutti c'è una parola magica che è la direttiva 2007/59/CE "relativa alla certificazione dei macchinisti addetti alla guida di locomotori e treni sul sistema ferroviario" dell'Unione europea, recepita anche nell'ordinamento italiano. In pratica il "patentino".
Per esempio, la società InRail, impresa ferroviaria con sede legale a Genova e sede operativa a Udine, attiva nel trasporto merci in Italia e nei collegamenti con Austria e Slovenia, sempre nell'ottobre 2018, ha avviato la selezione di personale già con "abilitazione per agente di condotta in possesso di licenza". In controtendenza il Centro di formazione ferroviaria Srl di Bologna, un'organizzazione indipendente, ha ottenuto l'attestato di riconoscimento dall'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, proprio con l'obiettivo di abilitare nuovi macchinisti con un futuro professionale sicuramente assicurato.
Piermario Curti Sacchi

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