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Decreto Competitività salva la ferrovia merci

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Durante la conversione del Decreto Competitività alla Camera, un emendamento ha eliminato la norma dell'articolo 29 che prevedeva l'aumento delle tariffe elettriche per la trazione ferroviaria nel trasporto merci nazionale. Approvato ordine del giorno del Movimento 5 Stelle per ripristino di ecobonus e ferrobonus.


RTC treno semirimorchi BrenneroIl Governo Renzi non è riuscito, almeno per ora, a rottamare il trasporto ferroviario delle merci e il requiem scritto dall'Esecutivo nella prima bozza del Decreto Competitività, non si canterà. Infatti, la norma che imponeva l'aumento delle tariffe elettriche per la trazione di convogli merci è sparita dal testo definitivo approvato dalla Camera con voto di fiducia, dopo che diverse forze politiche hanno approvato un emendamento presentato da NCD.
L'articolo 29, che comprendeva tale misura, era già stato emendato nel primo passaggio in Senato, ma paradossalmente in senso peggiorativo, perché eliminava gli aumenti sui convogli internazionali, limitandoli a quelli nazionali. Sarebbe stato, come hanno chiaramente affermato le associazioni delle ferrovie e della logistica, il colpo di grazia per un modo di trasporto che è già in agonia.
Ora, quindi, nulla cambia rispetto a prima e l'intero sistema ferroviario italiano continuerà a beneficiare delle agevolazioni sulla bolletta elettrica. Alla Camera, il Movimento 5 Stelle ha compiuto un passo in più: ha presentato un ordine del giorno (accettato con una riserva relativa alla disponibilità di risorse) che impegna il Governo ad attuare alcune misure a favore del trasporto intermodale.
"Bisogna incrementare l'uso di modi di trasporto più efficienti sotto il profilo energetico, realizzando in particolare, l'obiettivo che richiede che entro il 2030, per le percorrenze superiori a 300 chilometri, il 30 % del traffico merci su strada venga trasferito verso altre modalità di trasporto, come la ferrovia o le vie navigabili e che tale percentuale arrivi al 50% nel 2050", si legge in una nota del M5S.
L'ordine del giorno prevede il ripristino d'incentivi per il trasporto intermodale ferroviario (ferrobonus) e del combinato strada-mare (ecobonus) da erogare direttamente agli utenti del servizio di trasporto merci. Ricordiamo che un ordine del giorno non ha valore normativo, pur impegnando il Governo. Ma ciò non basta, perché i cassetti del Parlamento traboccano di ordini del giorno mai attuati.
Una consapevolezza che hanno anche i promotori del provvedimento, che commentano: "Speriamo che l'Esecutivo tenga fede agli impegni presi e che non provi più a depotenziare e disincentivare il trasporto ferroviario, soprattutto quello relativo alle merci. Il MoVimento 5 Stelle, dopo aver contribuito a sventare l'aumento del costo tariffario energetico per il trasporto ferroviario previsto dal Governo Renzi, continuerà a vigilare e a proporre soluzioni per rendere i trasporti in Italia più efficienti e maggiormente fruibili per i cittadini, ponendo la tutela ambientale come elemento irrinunciabile!"


La presentazione dell'ordine del giorno M5S sull'intermodalità


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