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Bruxelles termina preparativi per hard Brexit

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Il 25 Brexit puzzlemarzo 2019, la Commissione Europea ha annunciato di avere completato le procedure per affrontare l'uscita della Gran Bretagna senza accordo. Nei giorni scorsi, l'Unione ha autorizzato il rinvio dell'uscita al 12 aprile, con possibilità di arrivare al 22 maggio se il Parlamento britannico lo approverà entro il 29 marzo.


In una nota ufficiale diffusa oggi, la Commissione Europea ritiene che "sempre più probabile che il Regno Unito lasci l'Unione europea il 12 aprile senza un accordo", quindi ha terminato i preparativi per affrontare tale evento e nello stesso tempo "continua a sostenere le amministrazioni nei loro preparativi ed esorta tutti i cittadini e tutte le imprese dell'UE a continuare a informarsi sulle conseguenze di un'eventuale uscita senza accordo e a completare i preparativi per questo scenario". Nel caso di uscita senza accordo, il Regno Unito diventerà un paese terzo senza regime transitorio e ciò significa che "da quel momento tutto il diritto primario e derivato dell'UE cesserà di applicarsi al Regno Unito e non vi sarà il periodo di transizione previsto dall'accordo di recesso, il che ovviamente causerà notevoli disagi ai cittadini e alle imprese".
In concreto, le relazioni del Regno Unito con l'UE saranno disciplinate dal diritto pubblico internazionale generale, che comprende le norme dell'Organizzazione mondiale del commercio e Bruxelles precisa che "l'UE sarà tenuta ad applicare immediatamente la propria normativa e le proprie tariffe alle frontiere con il Regno Unito, inclusi i controlli e le verifiche del rispetto delle norme doganali, sanitarie e fitosanitarie e la verifica di conformità alle norme dell'UE. Nonostante i notevoli preparativi delle autorità doganali degli Stati membri, i controlli potrebbero causare importanti ritardi alla frontiera. Inoltre, i soggetti del Regno Unito non potranno più essere ammessi a beneficiare delle sovvenzioni dell'UE e a partecipare alle procedure di aggiudicazione degli appalti dell'UE secondo le attuali modalità".
Per affrontare questa eventualità, la Commissione Europea ha già pubblicato novanta avvisi sui preparativi e diciannove proposte legislative, di cui diciassette approvate dal Parlamento Europeo e dal Consiglio oltre che compiere discussioni tecniche con gli Stati membri dell'Unione. Ma la stessa Commissione avverte che tali misure sono di natura temporanea e di portata limitata e "non potranno mitigare l'impatto complessivo di un'uscita senza accordo, né tantomeno compenseranno la mancanza di preparazione; non ricreeranno tutti i vantaggi dell'appartenenza all'UE e neppure le condizioni favorevoli per un eventuale periodo di transizione previste dall'accordo di recesso".
Per quanto riguarda i trasporto, la Commissione assicura che dopo la Brexit le misure garantiranno i collegamenti aerei di base per evitare una totale interruzione del traffico aereo tra l'UE e il Regno Unito e "il mantenimento di collegamenti stradali di base sicuri tra l'UE e il Regno Unito per un periodo di tempo limitato, a condizione che il Regno Unito conceda lo stesso trattamento alle imprese e agli operatori dell'UE". In ambito ferroviario, l'Unione "garantisce la validità delle autorizzazioni di sicurezza per alcune parti dell'infrastruttura ferroviaria per un periodo strettamente limitato a tre mesi per consentire l'adozione di soluzioni a lungo termine in linea con il diritto dell'UE. Questa misura riguarda in particolare il tunnel sotto la Manica e sarà subordinata al mantenimento, da parte del Regno Unito, di standard di sicurezza identici alle prescrizioni dell'UE".
Per quanto riguarda i Corridoi europei, sarà riallineato quello della rete centrale Mare del Nord-Mediterraneo. In concreto saranno aggiunti nuovi collegamenti marittimi tra l'Irlanda, la Francia, il Belgio e i Paesi Bassi alla rete centrale e stabilita una nuova priorità di finanziamento per il meccanismo per collegare l'Europa (MCE), Inoltre, saranno adeguate le infrastrutture di trasporto ai fini della sicurezza e delle verifiche di frontiera. Un altro capitolo riguarda la possibilità di fornire aiuti di Stato per aiutare le imprese comunitarie ad affrontare la Brexit: "A titolo di esempio le norme sugli aiuti di Stato ammettono gli aiuti alle piccole e medie imprese per servizi di consulenza o gli aiuti alla formazione finalizzati all'assistenza delle pmi nei preparativi (comprese eventuali formalità doganali)", afferma la Commissione.

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