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Spedizionieri, un’attività da rinnovare

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La neo-presidente di Fedespedi, Silvia Moretto indica la via per rilanciare una categoria che è a rischio, schiacciata tra le multinazionali del commercio elettronico e le compagnie marittime globali.


Silvia MorettoEcommerce, digitalizzazione, consolidamento, semplificazione normativa, giovani e coesione interna alla categoria. Sono queste le priorità per gli spedizionieri italiani nei prossimi anni secondo Silvia Moretto, la neo-presidente della Federazione Nazionale delle imprese di spedizioni internazionali (Fedespedi). La principale minaccia da contrastare appare il progressivo ingresso dei colossi dell'e-commerce e del trasporto marittimo direttamente nell'attività delle spedizioni. A questo proposito Moretto afferma che "assistiamo alla tendenza da parte dei grandi gruppi armatoriali alla verticalizzazione delle attività di gestione della supply chain e all'arrivo di nuovi operatori potenzialmente distruttivi sul mercato logistico e distributivo, come Amazon. Riteniamo che sia fondamentale che tutti gli attori possano operare a parità di regole: non ci devono essere deroghe che agevolino la crescita e l'espansione oligopolistica su più mercati di alcuni a discapito di altri".
Nel brevissimo termine, però, bisognerà fare i conti con la Brexit che, secondo la presidente di Fedespedi, "se da un lato porterà con sé disagi organizzativi e incertezza, dall'altro spingerà molte aziende a riposizionarsi in altri Paesi comunitari, tra i quali l'Italia che dovrà tuttavia lavorare sulla semplificazione delle procedure e dei controlli". Un altro tema in primo piano è la digitalizzazione: "Prioritaria anche per il nostro settore e che sta imponendo un cambio di passo alle aziende associate. La tecnologia blockchain è ancora embrionale, ma l'interesse cresce velocemente anche in termini di numerosità dei progetti e delle sperimentazioni. Sarebbe auspicabile attivare una collaborazione tra pubblico (magari con il neonato gruppo di esperti in materia del ministero dello Sviluppo Economico) e privato per arrivare a una certificazione univoca del dato digitale nel transito delle merci".
Moretto sembra avere le idee chiare anche sulle azioni concrete necessarie per sopravvivere in un mercato sempre più competitivo: "Ritengo che la nostra categoria, per la stragrande maggioranza formata da aziende piccole e medie, vada supportata con le attività core di Fedespedi: consulenza, formazione e tutela anche nelle sedi istituzionali. Le sfide del contesto attuale vanno affrontate con determinazione, volontà d'innovazione e focalizzazione da parte delle singole aziende e la federazione che presiedo è chiamata ad agevolarle erogando servizi di qualità e promuovendo la creazione di un terreno fertile in termini di chiarezza normativa e semplificazione burocratica intorno a loro".
A questo proposito Silvia Moretto denuncia il fatto che tutte le imprese che lavorano nel settore logistico e del commercio internazionale devono oggi confrontarsi con un groviglio di leggi, normative e regolamenti (talvolta in conflitto tra loro) che ne rallentano l'attività e ne impediscono la competitività rispetto ai concorrenti stranieri. "Questa disomogeneità di condizioni è tra le principali fonti di rischio per le nostre imprese. Per questo abbiamo apprezzato l'iniziativa di Confetra, che ha proposto al Cnel di avviare una serie di consultazioni con le associazioni di categoria per arrivare all'elaborazione di un progetto di legge sulla semplificazione delle normative applicate nel settore della logistica e dei trasporti – la cosiddetta Bassanini delle merci – da portare presto in Parlamento".
La presidente aggiunge che "l'ultimo consiglio direttivo di Fedespedi ha prodotto, dopo un intenso lavoro da parte della sezione legale, la propria proposta di modifica della disciplina civilistica del contratto di spedizione e trasporto. È una battaglia molto importante per la nostra categoria, che porteremo avanti nelle sedi opportune". Gli spedizionieri ritengono che la normativa non sia più adeguata e non per questioni forma, bensì di sostanza. "L'immagine vetusta che la legge propone della nostra categoria ci penalizza ogni giorno nelle relazioni con i nostri stakeholder primari: il settore produttivo, la nostra manifattura", spiega Moretto. "Chiediamo, dunque, che ci venga riconosciuta una nuova identità specifica a livello di disciplina normativa, che rispecchi la nostra attività e il nostro valore aggiunto. Siamo fornitori strategici per l'industria italiana: offriamo professionalità, competenze e un patrimonio insostituibile di esperienza".

Nicola Capuzzo

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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