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La ferrovia impara la lezione di Rastatt

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Deutsche Bahn lavori danno Ferrovia Reno Rastatt agosto2017Il 6 dicembre 2017 la comunità intermodale europea si è incontrata a Düsseldorf per valutare l'esperienza dell'interruzione della linea del Reno, che ha causato enormi danni al trasporto internazionale delle merci.

Il titolo del convegno è molto chiaro: Rastatt mai più. Si riferisce al cedimento di 150 metri di binari nella città tedesca, avvenuto lo scorso agosto causando la completa interruzione della circolazione dei treni sull'importante ferrovia del Reno fino al 7 ottobre. Questo evento ha messo in luce gravi debolezze del sistema ferroviario europeo e ha spinto la società intermodale svizzera Hupac a organizzare l'incontro per analizzare le mancanze e proporre soluzioni. Al termine del convegno è emerso che gli elementi decisivi per evitare una situazione simile sono i piani d'emergenza con instradamento alternativi, una migliore gestione del traffico internazionale e una chiara responsabilizzazione dei gestori di infrastrutture in quanto membri della supply chain.
Durante l'interruzione, sono apparsi diversi problemi nel reindirizzare i treni su rotte alternative: le unità di carico scarseggiavano perché bloccate nella direttrice nord-sud; i terminal hanno chiuso l'accettazione per via dei ritardi accumulatisi nelle partenze dei treni; carri e locomotori non erano disponibili perché in attesa di itinerari alternativi; i macchinisti erano insufficienti perché le deviazioni richiedevano fino a 2-3 volte più risorse. Inoltre, la strada e la navigazione sul Reno hanno presto registrato un sovraccarico escludendo una sufficiente capacità di trasporto alternativa alla rotaia. Tutto ciò ha messo a rischio le catene di approvvigionamento, provocando in alcuni casi addirittura interruzioni di produzione.
L'intervento introduttivo è stato assegnato a Michail Stahlhut, Ceo di SBB Cargo International, secondo cui l'incidente di Rastatt è l'occasione per passare "dalla modalità di sopravvivenza a quella di cambiamento". Rastatt ha reso evidente l'urgenza di una coerente gestione infrastrutturale su scala internazionale svolta da un'unica fonte, nell'operatività quotidiana e in caso d'incidenti. L'obiettivo è mantenere una completa capacità infrastrutturale nel caso di lavori pianificati e all'80% in quello d'interruzioni di linea. Egli ha concluso che "il miglioramento dell'interoperabilità su scala europea è quindi una condizione essenziale per servizi sostenibili di trasporto su rotaia".
Hans-Jörg Bertschi, presidente di Hupac, chiede investimenti in sistemi ridondanti. In concreto, egli afferma che il tassello mancante sulla riva sinistra del Reno tra Lauterbourg e Strasburgo dev'essere potenziato con doppio binario ed elettrificazione, per sostituire la linea tedesca in caso di necessità. Inoltre, un sistema di bonus/malus deve rendere responsabili i gestori dell'infrastruttura della qualità dei loro servizi.
Peter Füglistaler, direttore dell'Ufficio Federale dei Trasporti della Svizzera, ha auspicato un approccio più europeo al trasporto merci su rotaia: "Le ripercussioni economiche delle interruzioni di linea vìolano le sfere nazionali e societarie dei gestori dell'infrastruttura ferroviaria e richiedono un coordinamento internazionale tra tutte le parti interessate. I ministri dei Trasporti dovrebbero indirizzare i loro investimenti sul traffico merci e sull'armonizzazione tecnica, perseguendo un efficiente coordinamento globale".
Il relatore più atteso del forum è stato Frank Sennhenn, Ceo di DB Netz, la società che gestisce la linea tedesca. Dopo avere riconosciuto che l'interruzione della linea a Rastatt ha messo in difficoltà l'intero settore, dal punto di vista organizzativo ed economico,egli ha effermato che incidenti come quello di Rastatt dovranno essere gestiti secondo un piano di contingenza definito a livello internazionale e che comprenda équipe nazionali per la gestione di incidenti, re-instradamenti predefiniti, rapida assegnazione delle capacità e misure di mitigazione come locomotive diesel o servizi d'interpretariato.
Rudolf Büchi, in rappresentanza del gestore dell'infrastruttura svizzera, ha confermato che numerose misure si stanno già attuando sulla base della Dichiarazione di Intenti firmata nel giugno 2017 dai gestori delle infrastrutture del Corridoio Reno-Alpi, e a un ulteriore accordo tra SBB e DB Netz che prevede aumento delle capacità, coordinamento degli orari e dei siti di costruzione, operatività e gestione di crisi.
"Assieme a DB Netz, stiamo dando seguito a Rastatt come tangibile esempio di stretta cooperazione internazionale", ha spiegato Büchi. "Siamo lieti di migliorare la gestione dell'emergenza insieme ai nostri vicini in base alle nostre esperienze. In quanto paese multilingue, abbiamo una certa esperienza di efficace gestione linguistica, come per esempio la gestione bilingue del traffico nella nuova galleria di base del Gottardo".
Büchi ha aggiunto che nel 2018 SBB estenderà le sue misurazioni della puntualità fin oltre i confini nazionali e v'includerà anche le operazioni transfrontaliere: "Se i nostri clienti fanno circolare treni transnazionali, noi dobbiamo seguirli con il nostro servizio e le nostre misurazioni di performance".

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