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Aerei per le merci senza pilota entro 20 anni?

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L'associazione Platform for Unmanned Cargo Aircraft (Puca) chiede normative che favoriscano l'utilizzo di droni con portata fino a dieci tonnellate per il trasporto aereo delle merci nel medio periodo.


Boeing drone  phantom eye voloLe prospettive della Puca – cui aderiscono una trentina di aziende di trasporto e di centri di ricerca – non riguardano i piccoli droni per la consegna di pacchi, come quelli che stanno sperimentando Amazon o DHL, ma apparecchi più grandi che potrebbero volare anche su lunghe rotte internazionali. L'associazione porta l'esempio di un aereo senza pilota che voli a una velocità di 450 km/h (relativamente bassa, me senza equipaggio non c'è il problema delle ore di pilotaggio) dalla Cina alla Francia, impiegando 24 ore. Più tempo di un aereo pilotato (ma con consumi nettamente inferiori) però decisamente meno di altri modi di trasporto.
Gli apparecchi senza pilota sarebbero dunque più piccoli di quelli di linea, permettendo comunque una portata utile relativamente elevata. Le dimensioni ridotte permettono loro di decollare e atterrare in piste più corte. Non avendo la necessità di sistemi di pressurizzazione, questi aerei sarebbero semplici e leggeri e potrebbero volare fino ad un'altitudine di seimila metri.
La sezione della fusoliera non dovrebbe essere necessariamente circolare, ma potrebbe essere quadrata, permettendo il carico di container a forma di parallelepipedo, che offrono maggiore volume di quelli attualmente in uso per le stive. Inoltre, non dovendo accedere persone a bordo, si può usare anche la configurazione Blended Wing Body (ala volante), che offre una penetrazione aerodinamica superiore del 15-20% rispetto a un apparecchio tradizionale.
Ovviamente, gli apparecchi senza pilota devono avere un controllo da terra, ma Puca afferma che basta un controllore per un gruppo da dieci a trenta aerei, con notevoli risparmi sui costi di personale (che tra l'altro non richiede soste per riposo negli scali). Si può prevedere un gruppo di controllori per ogni aeroporto, che segue il decollo e l'atterraggio di ogni singolo apparecchio (come avviene con i piloti dei porti marittimi). L'assenza di personale sull'aereo potrebbe ridurre i rischi d'incendio a bordo, perché l'interno dell'apparecchio potrebbe essere sotto vuoto o riempito con gas inerti, che non permettono lo sviluppo di fiamme.
Secondo Puca, gli aerei senza pilota possono assicurare una portata utile da due a venti tonnellate, con raggio operativo da mille a 10mila chilometri e velocità di crociera di 450 km/h. L'associazione riporta una previsione dell'American Federal Aviation Administration, secondo cui in futuro il 40% delle merci aeree potranno viaggiare su apparecchi senza pilota. Il resto continuerà a viaggiare sui normali aerei full-freight o passeggeri. Quelli senza pilota sono produttivi soprattutto lungo le rotte che hanno volumi di merci relativamente scarsi e che quindi non sono produttive per l'attuale cargo. Le regioni più interessate sono Europa Orientale, Cina, India, Africa e Sud America.
Puca porta alcuni esempi in cui gli Unmanned Cargo Aircraft si rivelerebbero molto produttivi: zone marginali che hanno aree produttive e che potrebbero dotarsi di aeroporti solo per Uca; zone con scarse infrastrutture di trasporto, che necessitano di prodotti finiti o che forniscono materie prime; trasporto da grandi hub a zone periferiche; movimentazione di merci su rotte irregolari, ossia servite in modo sporadico o addirittura per singoli viaggi; trasporto di alimenti o medicinali in aree che hanno subito catastrofi.
Lo sviluppo degli Unmanned Cargo Aircraft dipende più da ostacoli normativi che tecnologici, visto che lo sviluppo tecnico è in uno stato avanzato, grazie agli utilizzi militari. Per esempio, i velivoli senza pilota dovrebbero volare nello stesso spazio aereo di quelli con pilota, cosa oggi impossibile. Puca ammette comunque che ci vuole un lungo periodo di sperimentazione, ma che gli Unmanned Cargo Aircraft potrebbero diventare una realtà tra vent'anni.

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