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Senato approva riforma dei porti

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Il 12 settembre 2012, il Senato ha approvato con 258 voti a favore la norma che offre maggiori poteri alle Autorità Portuali e semplifica le procedure per i dragaggi dei porti. Ora deve ottenere l'approvazione della Camera prima dello scioglimento del Parlamento. Aggiunte due nuove Autorità di Manfredonia e Trapani.

Con fatica, il progetto di legge sulla riforma dei porti ha compiuto il primo passo per l'approvazione parlamentare: il 12 settembre 2012, la legge è stata approvata dal Senato con 258 voti a favore ed ora può passare al voto della Camera. Che però dovrà essere veloce, perché deve avvenire prima del termine della legislatura, altrimenti l'iter torna al punto di partenza. Le principali innovazioni riguardano il potere delle Autorità Portuali e le procedure per attivare i dragaggi nei porti.

Il presidente delle Autorità Portuali ha ora maggiori poteri, perché gli atti di ordinaria amministrazione non dovranno più avere l'approvazione del Comitato Portuale, che interverrà solamente sulle scelte ritenute strategiche. Inoltre, il presidente potrà firmare le sanzioni per violazioni avvenute all'interno dell'area portuale di competenza ed avrà una funzione di coordinamento della logistica dell'intera zona sotto l'influenza del porto. Cambiano anche i criteri per nominare i presidenti delle Autorità Portuali: se non viene raggiunto un accordo sul candidato da parte della Regione e del Governo nazionale, quest'ultimo avanzerà una nuova candidatura alla Conferenza Stato-Regioni.

Manca nella legge approvata dal Senato la riduzione delle Autorità Portuali, come chiesto da molti rappresentanti del trasporto marittimo. Anzi, il disegno di legge ne istituisce due nuove, a Manfredonia e Trapani. È stato respinto anche l'emendamento che elimina il tetto massimo di 70 milioni di euro l'anno all'autonomia finanziaria, recentemente introdotta dal Governo Monti. Non ci sono novità neppure sul fronte dell'organizzazione del lavoro, che rimane quindi immutata nei servizi, nei terminal e nella fornitura di manodopera.

La seconda importante novità introdotta dalla legge riguarda i dragaggi ed i piani regolatori portuali e prevede che se il Comune non approva o respinge il programma sottoposto dall'Autorità Portuale entro dodici mesi, esso sarà automaticamente approvato secondo la regola del silenzio-assenso.

Il presidente di Assoporti, Luigi Merlo, ha definito questa legge un "passaggio intermedio, che dovrà essere revisionato a causa dell'adeguamento alla normativa comunitaria imposto dal pacchetto Kallas". Merlo ha riaffermato l'opposizione di Assoporti all'aumento delle Autorità Portuali.

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