Il nuovo amministratore della compagnia marittima chiarisce che gli oltre 13mila risparmiatori hanno due tipi di obbligazioni della Deiulemar Compagnia di Navigazione. Chi ha titoli irregolari ha minori garanzie sulla restituzione integrale del prestito. Avviato un censimento dei risparmiatori.
«Deiulemar si trova a dover fronteggiare i problemi connessi con la circolazione di certificati di tipo obbligazionario non strettamente riconducibili alla società, ma emessi nel corso degli anni fuori delle regolari procedure societarie». Queste parole del nuovo amministratore nominato dalla società, Roberto Maviglia, mettono chiarezza sul fatto che risultino almeno due diversi tipi di obbligazioni tra quelle in possesso degli oltre 13mila risparmiatori che hanno prestato soldi alla Deiulemar Compagnia di Navigazione.
C’è chi ha in mano titoli di credito regolari e chi, invece, ha sottoscritto obbligazioni che rischiano di non avere valore legale. Ciò non significa che questi ultimi abbiano perso tutto, ma avranno indubbiamente minori garanzie rispetto agli obbligazionisti “di serie A” che, secondo il bilancio d’esercizio 2010, valgono circa 40,4 milioni di euro. Il totale delle obbligazioni emesse però risulta essere notevolmente più elevato, c’è chi parla anche di 500 milioni di euro. A bilancio sono state riportate sette tranche di obbligazioni emesse tra il 1984 ed il 2007, tutte con scadenza 2018 ma non c’è traccia, ad esempio, del prestito obbligazionario da 50 milioni di euro emesso nel 2008 e almeno parzialmente sottoscritto.
Tali certificati sono il retaggio di un sistema di finanziamento diffuso nel campo armatoriale e basato sull’istituto di diritto della navigazione dei carati per cui in passato una pluralità di investitori si configuravano come finanziatori del bene nave. «Nel quadro normativo vigente - prosegue Maviglia - la sostanziale irregolarità di una serie di prestiti in circolazione crea innanzitutto il problema di un chiaro riscontro sull’ammontare del debito non ufficiale che, secondo le stime, potrebbe arrivare a interessare diverse migliaia di investitori prevalentemente concentrati nell’area di Torre del Greco, cittadina sede della società».
Per questo, è stato avviato un censimento dei risparmiatori che hanno obbligazioni Deiulemar per avere un quadro chiaro sull’ammontare numerico e finanziario dei certificati in circolazione. «La ricostruzione dell’elenco dei creditori costituirà il presupposto per attuare e impostare procedure di soddisfacimento dei creditori riconosciuti tali, compatibilmente con le risorse a disposizione della società» ha aggiunto l’amministratore della società, precisando che gli azionisti si sono resi disponibili a mettere sul piatto anche le proprietà immobiliari (il cui valore sfiora i 20 milioni di euro) e altre società del gruppo.
Oggi, direttamente e indirettamente, alle famiglie Iuliano, Della Gatta e Lembo fa capo un gruppo diversificato composto da società armatoriali e immobiliari-alberghiere che, nel 2009, ha prodotto un fatturato superiore a 1,1 miliardi di euro e nel 2010 si è attestato intorno agli 825 milioni di euro. Con il supporto del professor Astolfo Di Amato come consulente legale, sono allo studio diverse soluzioni da attuare una volta comprese le dimensioni del problema: «La più probabile – spiega Di Amato – è la richiesta di ammissione al concordato preventivo al Tribunale di Torre Annunziata che, se il censimento prosegue secondo i programmi, potrebbe avvenire già a inizio marzo».
I rappresentanti dei comitati dei risparmiatori parlano però di tempi più lunghi, visto che le prenotazioni per partecipare al censimento sarebbero già arrivate fino ad aprile. Va chiarito, però, che la strada del concordato preventivo viene percorsa perché la Deiulemar mostra difficoltà per cui, oltre ai risparmiatori con in mano un valido titolo di credito, rientreranno altri creditori compatibilmente con quello che è l’attivo della società senza le navi di proprietà recentemente scorporate.
Nicola Capuzzo
© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata
- 08/02/2012 - Porti francesi alleati per la Cina
- 06/02/2012 - Ballin verso acquisto 20% di Hapag-Lloyd










Sottoscrivi feed RSS
