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Decalogo di Federagenti per i porti italiani

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Durante l'assemblea annuale di Federagenti, che si è svolta il 14 giugno ad Ancona, gli agenti marittimi hanno presentato lo "sblocca mare", un documento che propone dieci punti per sviluppare il trasporto marittimo italiano.

Gioia-Tauro terminal container altoL'obiettivo dell'assemblea di Federagenti è imporre al mondo politico il valore strategico della portualità italiana, sottolineando che "cinque giorni di chiusura dei porti e il paese resterebbe senza benzina, dieci e le merci sparirebbero dagli scaffali dei supermercati, quindici e sarebbe il collasso totale del sistema Paese", come ha detto il presidente Gian Enzo Duci. Ma oltre ad ammonire, l'assemblea degli agenti marittimi ha voluto anche proporre, presentando un decalogo sblocca mare", che intende affrontare le lentezze e le carenze della burocrazia e definito dall'associazione "un vero e proprio guanto di sfida alla politica".
Al rimo punto c'è la richiesta di nominare un sottosegretario presso la Presidenza del Consiglio che accorpi tutte le competenze relative al mare, con delega alla Pianificazione dello Spazio Marittimo e col potere di coordinamento sui dipartimenti dei vari Ministeri che hanno competenze in materia, come già avviene in Francia. Al secondo punto c'è la razionalizzazione della filiera logistica dedicata al trasporto internazionale, che deve basarsi su tre porti, un aeroporto e quattro o cinque interporti, che avrebbero uno statuto speciale.
Il terzo punto chiede di estendere le regole del decreto Genova a un elenco ristretto d'infrastrutture ritenute prioritarie per la competitività del Paese. Al quarto punto troviamo l'emanazione del Regolamento Concessioni portuali, che permetta l'omologazione delle concessioni su base nazionale. Segue la richiesta di creare al ministero dei Trasporti un centro unico che segua la progettazione delle opere e le gare di appalto per tutte le Autorità di Sistema Portuale, che fa ora l'Italferr per il sistema ferroviario.
Le Asp sono al centro del sesto punto, che chiede di portarle fuori dall'elenco Istat (165/2001), almeno per quanto riguarda gli aspetti del lavoro. In settimo punto vuole la revisione della Legge Dragaggi, mentre l'ottavo vuole porre l'Agenzia delle Dogane sottoposta al ministero dei Trasporti. Al nono punto Federagenti chiede il ritorno dei sindaci e dei presidenti di Regione negli origini di gestione dei porti, mentre nel decimo chiede la creazione dell'Agenzia centrale per il Registro Internazionale Italiano. Fuori dal decalogo, l'associazione vuole che siano completamente attuati provvedimenti già previsti, come la rete ferroviaria nell'ultimo miglio, le reti Ten-T e il Sunoco.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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