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Sei arresti per corruzione al porto di Napoli

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Il 27 maggio 2019 il Gip ha disposto i domiciliari per alcuni imprenditori e un funzionario dell'Asp e l'interdizione per un dirigente dello staff della presidenza per l'assegnazione di alcuni appalti di costruzione o ristrutturazione nello scalo.


Napoli porto alto daterraUna tempesta giudiziaria si è abbattuta sul porto di Napoli, causata da un'inchiesta coordinata dai due pubblici ministeri Ida Frongillo e Valeria Sico su alcuni appalti vinti da un gruppo d'imprese, tra cui quelli per gli alloggi dell'Autorità portuale, la manutenzione straordinaria, la realizzazione dei cancelli della banchina Pisacane e la segnaletica stradale. Secondo gli inquirenti, cinque imprenditori avrebbero ottenuto questi appalti attraverso azioni di corruzione attuate tramite dazione di denaro e scambio di favori. Questa aziende avrebbero vinto gli appalti usando alcuni espedienti, come la dichiarazione di urgenza della procedura, la mancata pubblicazione del bando, cordate di offerte formate in modo strumentale e la dissuasione verso i concorrenti. Sul versante dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale è indagato un funzionario. Quest'ultimo e i cinque imprenditori sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre un dirigente dello staff del presidente è stato interdetto per un anno dalle sue funzioni con l'accusa di corruzione. Le accuse per i cinque imprenditori e per il funzionario sono più gravi: associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di corruzione, turbativa d'asta e frode in pubbliche forniture.
Pochi giorni fa il porto di Napoli è finito nel mirino anche dell'Autorità Anticorruzione per i costi di alcuni lavori, tra cui una vasca di colmata per raccogliere la sabbia dei dragaggi. I funzionari dell'Anticorruzione vogliono chiarire perché dal preventivo di 85,3 milioni si è passati a un consuntivo di 109,8 milioni di euro.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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