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La crisi colpisce indotto al porto di Cagliari

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Il calo dei traffici container nello scalo sardo sta causando licenziamenti nelle aziende che lo servono, come la Cts e la Mts.


Cagliari terminal container altoDopo che Hapag Lloyd ha escluso il Cagliari International Container Terminal, le attività sulle banchine si sono ridotte e l'annuncio di alcune toccate da parte della Unimed Feeder Service con piccole portacontainer non consente il traffico perso con la compagnia tedesca. La crisi dello scalo sta colpendo anche l'indotto e nel giro di un mese hanno chiuso due società: la Cts, che ha lasciato a casa sedi persone e la MTS Marine Technology Services, che ha licenziato sei dipendenti. Una situazione che preoccupa il segretario regionale della Cisl Trasporti, Corrado Pani: "La situazione è oramai divenuta critica se ripianare le perdite di esercizio di CICT, deciso nell'ultimo CDA, poteva rappresentare una boccata di ossigeno e ridare un po' di speranza a centinaia di lavoratrici e lavoratori, in realtà di contro assistiamo al crollo delle imprese portuali indirette, che operavano all'interno del terminal container; vederle chiudere una dietro l'altra con la preoccupazione e l'angoscia dei lavoratori e delle loro famiglie senza più un lavoro è imbarazzante se pensiamo che il tutto sta avvenendo nel più totale silenzio e indifferenza della politica sarda e nazionale".
I sindacato chiede l'apertura di un Tavolo al ministero dei Trasporti, come già promesso nei giorni scorsi dal ministro dello Sviluppo Economico: "Servono provvedimenti urgenti affinché tutti i lavoratori coinvolti riescano a restare dentro il sistema porto impedendo cosi ulteriori licenziamenti ma, al contempo, Regione Sardegna, Autorità di Sistema Portuale e Ministeri Competenti devono pensare subito a tutti quegli interventi necessari per il rilancio del Terminal Container; urge sottoscrivere un protocollo d'intesa Stato-Regione nel quale ci si impegni a riportare il traffico container grazie ad una fiscalità di vantaggio appetibile alle grandi Compagnie Navali. Far partire ZES e Zona Franca e al contempo garantire l'arrivo di nuove gru che potranno lavorare le navi di ultima generazione. I portuali vogliono vivere di lavoro e non di ammortizzatori sociali", conclude Pani.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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