150 milioni per Gioia Tauro fermi a Roma

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Il 9 aprile 2019 il vice-presidente della Regione Calabria, che ha delega al porto di Gioia Tauro, ha chiesto al Governo di sbloccare i fondi comunitari stanziati per lo scalo.


Gioia Tauro porto alto totaleBruxelles ha stanziato per il porto di Gioia Tauro, che sta vivendo una forte crisi da almeno tre anni, ben 150 milioni di euro, ma neppure un centesimo ha finora raggiunto lo scalo. Lo ha denunciato ieri Francesco Russo, vice-presidente della regione Calabria: "Ben vengano gli accordi industriali tra le compagnie su cui non credo si debba intervenire. Questo è il mercato. Ma credo ci sia un nodo strategico che da tre anni ripetiamo in tutti i tavoli romani, parlando sempre la stessa lingua, dal 2015 a oggi: l'Europa ha dato risorse da destinare al Porto di Gioia Tauro, pari a 150 milioni e queste risorse, visto che è un porto internazionale, sono state date a Roma che le deve spendere".
Una situazione che Russo definisce "strana e non spiegabile". Il vice-presidente aggiunge che il limite storico del porto di Gioia Tauro sta nella mancata diversificazione delle sue attività, che fin dalla nascita sono incentrate sul transhipment di container: "Questi 150 milioni servono da una parte per rimettere in ripristino tutte le infrastrutture, tra cui alcune sono obsolete, e dall'altro per la diversificazione, come la banchina sud", spiega Russo, che precisa: "Le risorse di Bruxelles sono addizionali rispetto a quelle che Roma deve spendere su Gioia Tauro. Il paradosso è che non ci sono né le risorse ordinarie che Roma non mette per Gioia, né quelle addizionali. Il tema è questo e auspico che la mattina in cui il Presidente del Consiglio viene in Calabria per il Consiglio dei Ministri questi temi siano risolti e non da affrontare quel giorno. Siamo all'ultimo anno della programmazione, nel 2019, ed è incredibile che questo accada".

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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