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Prime tensioni per l’arrivo di YilPort a Taranto

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Dopo la richiesta di concessione giunta dalla società terminalista turca, Guglielmo Guacci di Southgate Europe Terminal chiede all'Autorità Portuale di assegnare il Molo Polisettoriale ai quattro soggetti che avevano partecipato al bando. Già inviata una lettera di diffida.


Taranto terminal container gru TCTIl presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio, Sergio Prete, non fa a tempo a gioire per l'interesse del gruppo turco Yldirim verso il Molo Polisettoriale del porto di Taranto che già deve fronteggiare la minaccia di azioni legali. La domanda di concessione giunta a inizio luglio da Yilport per l'intero Molto Polisettoriale dello scalo ha infatti innescato la reazione di Guglielmo Guacci, al vertice dell'associazione temporanea d'impresa Southgate Europe Terminal che, così come altre tre cordate, aveva nei mesi scorsi partecipato al bando indetto per gestire completamente o in parte il terminal del porto di Taranto. I quattro soggetti che si erano fatti avanti nei mesi scorsi stavano portando avanti un "dialogo competitivo" per trovare un'intesa che potesse accontentare tutti ma questa procedura è stata messa in attesa proprio per l'arrivo dell'offerta dei turchi di Yildirim.
Guacci spiega che: "nell'ambito di questo dialogo competitivo una prima riunione c'era stata con i soggetti interessati il 15 maggio e un seconda avrebbe dovuto tenersi due settimane più tardi ma venne rinviata dall'Autorità Portuale al 6 luglio, nonostante fosse stata già trovata un'intesa fra i quattro pretendenti". Il numero uno di Southgate Europe Terminal aggiunge che: "non abbiamo nulla contro il gruppo turco Yildirim, ma intendiamo difendere i nostri interessi e il lavoro che abbiamo portato avanti negli otto mesi appena trascorsi. Penso che faremo richiesta di accesso agli atti su questa vicenda e abbiamo già inviato all'Autorità Portuale una lettera di diffida contro il congelamento della procedura di dialogo competitivo e invitando entro trenta giorni il presidente a portare a termine l'assegnazione delle concessioni". La minaccia è una serie di ricorsi al Tar per fermare un'eventuale assegnazione del terminal ai turchi anche se, fra gli altri tre soggetti interessati, Antonio Maneschi ha fatto sapere che la South Marine Gate non si opporrà all'arrivo di Yildirim: "Penso che sia una buona opportunità che arrivi in porto un importante operatore".
Per Yilport l'ingresso a Taranto rappresenterebbe un esordio in Italia perché il gruppo oggi gestisce diciotto terminal portuali sparsi fra Turchia, Portogallo, Spagna, Perù, Norvegia, Svezia e Malta. Al centro del Mediterraneo è socio al 50% del terminal Malta Freeport che opera come hub di trasbordo per il container della compagnia di navigazione francese Cma Cgm, mentre a Taranto il terminalista avrebbe la possibilità di servire anche il mercato locale per l'import-export di merci. Rispetto al passato, stanno perdendo quota in Italia i porti di puro transhipment (Gioia Tauro e Cagliari oltre alla stessa Taranto), mentre una quota crescente di questi servizi viene oggi svolta nei porti gateway.
Nel 2017 in Italia il totale dei container trasbordati è stato di circa 3,86 milioni di teu e Gioia Tauro da solo ha imbarcato e sbarcato poco meno di 2,45 milioni di teu. Alle sue spalle, però, il porto di Genova con 369.580 teu (pari a un incidenza sul totale del 14,15%) ha raggiunto come quota di mercato nel transhipment lo scalo sardo di Cagliari, dove i container trasbordati sono stati 369.725 teu (l'80% dei volumi complessivi). Cresce il transhipment anche a Trieste (267.110 teu trasbordati, pari al 44% del totale), a La Spezia (211.507 teu, il 14,4% del totale) e a Livorno (170.141 teu, il 23,2%).

Nicola Capuzzo

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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