Sech celebra 25 anni con due nuovi servizi

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Il terminal container del porto di Genova celebra il quarto di secolo dalla sua fondazione con l'acquisizione di due nuovi servizi di linea e un nuovo investimento che riguarda il trasporto ferroviario dei container.


Genova porto Terminal SechGiulio Schenone, amministratore delegato di Gruppo Investimenti Portuali (Gip), la holding controllata al 95% dai fondi Infracapital e Infravia, ha affermato che "la nuova proprietà ha confermato il piano d'investimenti da 120 milioni di euro a fronte del rinnovo della concessione fino al 2045" e ha aggiunto che il terminal di calata Sanità "intende spingere sempre di più sulla modalità ferroviaria, attraverso possibili nuove iniziative". Sembra possa trattarsi di una nuova acquisizione ma Schenone su questo non aggiunge dettagli.
Alcune fonti di settore raccontano che da tempo gli uomini di Gip sono in contatto con lo staff dell'impresa ferroviaria FuoriMuro e con Metrocargo per valutare l'opportunità di fare business insieme. Uno degli argomenti trattati pare sia lo scalo ferroviario di Novi Ligure (Alessandria) messo sul mercato dal gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e per il quale proprio l'azienda di Guida Porta si è rivelata l'unico offerente. Dunque l'imminente operazione di Gip potrebbe vedere un coinvolgimento del gruppo in un investimento volto a migliorare il navettamento ferroviario delle merci dal terminal Sech al retroappennino.
Già dal prossimo luglio intanto aumenteranno dalle attuali sette a dodici le coppie di treni a settimana che collegano il terminal con Padova e con Rubiera perché il Sech si prepara ad accogliere due servizi di trasporto container di linea strappati ad altri terminalisti genovesi. "Uno è il collegamento Me2 della Maersk e l'altro è un servizio di Hapag Lloyd; entrambe hanno frequenza settimanale e sono operati con navi portacontainer da circa 8000 teu. Con queste acquisizioni Sech si avvia a raggiungere il traguardo di 355mila teu movimentati nel 2018 e di 395mila teu su base annua a regime dal 2019", ha aggiunto Schenone.
Paolo Casali, direttore finanziario di Gip, a proposito del piano d'investimenti da 120 milioni di euro messo sul tavolo, ha spiegato che riguarderà soprattutto il rinnovo del parco mezzi di sollevamento sia in banchina che a piazzale. "Di questi 120 milioni circa 12 sono già stati spesi mentre gli altri serviranno per la sostituzione delle 5 gru di banchina che avverrà non prima di 7/8 anni. Le gru dovranno necessariamente avere un'altezza sotto spread di 55 metri per poter servire le navi portacontainer di dimensioni sempre crescenti" ha spiegato Casali.
Novità interessanti sono emerse infine anche sulla questione di Calata Bettolo (partecipato al 65% da Msc e al 35% da Gip) perché secondo quanto rivelato da Roberto Ferrari, general manager del Sech, al terminal potranno attraccare navi fino a 20mila teu. "Questo è quanto informalmente ci è stato comunicato dall'Autorità Portuale di Genova a seguito della simulazione che è stata condotta in un centro specializzato a Copenaghen" ha detto il manager, precisando che "l'esito della simulazione avrebbe detto che con una nave portacontainer di ultima generazione ormeggiata a Bettolo ci sarebbe lo spazio sufficiente per fare transitare navi lunghe 240 metri e larghe 32 come quelle di Messina e di Grimaldi dirette verso gli altri terminal di Sampierdarena".

Nicola Capuzzo

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