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Anticorruzione censura un ex presidente Autorità Portuale

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La delibera numero 207 emessa il 21 febbraio 2018 dall'Autorità Nazionale Anticorruzione accerta la violazione dell'articolo 53 della Legge 165/2001 da parte di un ex presidente di Autorità Portuale che ora opera come direttore degli affari istituzionali di una multinazionale dello shipping.


Genova porto Lanterna lato mareQuale ex presidente di Autorità Portale e quale società si celano dietro i numerosi omissis della delibera 207 del 21 febbraio 2018 dell'Autorità Anticorruzione? Il garante Raffaele Cantone, che firma il documento, non rivela nomi, ma presenta alcuni elementi che possono portare all'identificazione della persona oggetto della delibera: è stata presidente di un'Autorità Portuale da novembre 2012 a novembre 2015 e nel gennaio 2017 è diventato direttore degli affari istituzionali di una società privata operante in più Stati, evidentemente operante nello shipping (se operasse in un altro settore non ci sarebbero le basi di un intervento dell'Autorità).
L'interesse di Cantone è partito da una segnalazione arrivata lo stesso mese dell'inizio dell'incarico di omissis (persona) in omissis (società) per una presunta violazione dell'articolo 53 della Legge 165/2001. Tale articolo stabilisce che i dipendenti che negli ultimi tre anni hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto di pubbliche amministrazioni non possono svolgere nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego attività lavorativa o professionale presso soggetti privati destinatari dell'attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri.
Durante l'indagine, l'Anticorruzione ha chiesto chiarimenti ai due omissis, che hanno risposto sostenendo che nel periodo in cui l'omissis persona era presidente dell'Autorità Portuale, l'omissis società non ha "intrattenuto e non è stata destinataria dell'esercizio dei poteri amministrativi e gestori" da parte dell'omissis persona. L'Autorità ribatte però che risulta che nel porto gestito da omissis persona operavano società, anche con sede legale all'estero, che sarebbero collegate a omissis società. Inoltre, il Garante afferma che le Autorità Portuale fanno parte dei soggetti interessati dall'articolo 53 della 165/2001, essendo "ente pubblico" (indipendentemente dallo stato di "economico" o "non economico"). Quindi, Cantone ha stabilito che l'omissis persona ha violato la norma.
Ma chi sono gli omissis? Le informazioni riportate nella delibera di Cantone portano al nome di Luigi Merlo, che nella stessa serata ha confermato il suo ruolo di omissis persona, dichiarando all'Ansa che ricorrerà al Tar contro una decisione che ritiene ingiusta: "Mi sento vittima di una situazione kafkiana. Sono stato un servitore dello stato per sette anni in Autorità Portuale dove ho svolto un lavoro in una situazione molto complessa, mi sono dimesso in anticipo per coerenza, ho fatto per un anno il consigliere al ministero dei Trasporti gratuitamente, pagandomi anche le spese. Prima di assumere l'incarico in Msc ho chiesto un parere legale e uno al ministero e entrambi hanno confermato che i vincoli non riguardavano i presidenti dell'Autorità portuale. Mi sento parte lesa. Pur non essendoci sanzione, intendo fare ricorso al Tar e andare fino in fondo a questa vicenda". Anche l'omissis società, che è Msc Crociere, dichiara di non condividere le conclusioni dell'Anticorruzione, sostenendo che i suoi presupposti sono "erronei".
DELIBERA AUTORITÀ' ANTICORRUZIONE NUMERO 207 DEL 21 FEBBRAIO 2018

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