Porti esonerati dal pagamento dell’Imu

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La Legge di Bilancio 2018 stabilisce che le banchine e le aree scoperte dei porti, anche se concessi ai privati, vanno censiti nella categoria catastale E/1.


Palermo porto vista altoGli operatori portuali sono riusciti a ottenere l'esenzione dal pagamento dell'Imu per le banchine e le aree scoperte di porti, anche se sono in concessione a imprese private. Lo stabilisce con chiarezza la legge di Bilancio 2018, affermando che "a decorrere dal 1° gennaio 2020, le banchine e le aree scoperte dei porti di rilevanza economica nazionale e internazionale di competenza delle Autorità di Sistema Portuale di cui all'allegato A annesso alla legge 28 gennaio 1994, numero 84, adibite alle operazioni e ai servizi portuali di cui al comma 1 dell'articolo 16 della medesima legge, le connesse infrastrutture stradali e ferroviarie, nonché i depositi ivi ubicati strettamente funzionali alle suddette operazioni e servizi portuali, costituiscono immobili a destinazione particolare, da censire in catasto nella categoria E/1, anche se affidati in concessione a privati".
Dal 1° gennaio 2019, gli intestatari catastali di tali strutture, o i loro concessionari, potranno presentare gli atti di aggiornamento per il declassamento degli immobili censiti in categorie diverse dalla E/1. Per gli immobili destinati a deposito diversi dai doganali bisognerà allegare una dichiarazione di utilizzo per operazioni e servizi portuali.
Il testo della Legge aggiunge che gli immobili o loro porzioni che sono destinati ad uso commerciale, industriale, ad ufficio privato e ad altri usi non strettamente funzionali alle operazioni e ai servizi portuali, se hanno autonomia funzionale e reddituale, sono censiti in catasto come unità immobiliari autonome, nelle appropriate categorie diverse da quelle del gruppo E.

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