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Ivano Russo difende i porti dal ministero dell’Economia

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Il consigliere del ministro Delrio confida di riuscire a portare a casa anche Sportello Unico Doganale e Regolamento concessioni entro la fine della legislatura.

LaSpezia porto alto globaleIvano Russo, il consigliere del ministro dei Trasporti Graziano Delrio competente in materia di portualità e logistica, al convegno natalizio di Federagenti ha fatto il punto sulle riforme che l'esecutivo aveva promesso e che ha quasi completamente portato a termine. "Parlare ancora di Spa per i porti è una boiata", ha esordito, smontando le tesi di chi sostiene che la gestione di uno scalo sarebbe più snella e semplificata sotto forma di società per azioni, mentre chiede di passare all'azione ora che 35 dei 37 provvedimenti che il Governo si era prefissato di riformare sono diventati legge.
"Ne rimangono due ancora da portare a termine nei prossimi mesi, il Regolamento concessioni e lo Sportello Unico Doganale", ma il team di Delrio confida di portare a casa anche questi risultati entro lo scioglimento delle Camere previste al termine imminente della legislatura. Non sarà facile perché su questi provvedimenti l'avversario che Russo e Delrio si trovano a dover fronteggiare è il ministero dell'Economia e delle Finanze.
Proprio a questo proposito il consigliere del ministro dei Trasporti ha rivelato che in occasione dei frequenti confronti con il Mef è stato fatto presente che "i porti generano ogni anno 11 miliardi di euro di Iva. Praticamente il Governo con questi soldi ci fa la Legge di Stabilità. Ma i porti non sono il Bancomat del Mef e quindi il Ministero dell'economia deve ascoltare anche le istanze di questa categoria".
Oltre a promettere la nomina entro fine legislatura del presidente ancora mancante nell'Autorità di Sistema Portuale dello Stretto (Gioia Tauro e Messina), Russo ha sollevato il delicato tema della concentrazione in atto nel mondo dei container, sia dal lato delle compagnie di navigazione, sia sul versante dei terminal portuali: "Fra qualche anno l'85% del demanio portuale in Italia sarà nelle mani di tre gruppi e alleanze (MSC, Maersk e Cosco)". Un campanello d'allarme acceso per esortare gli operatori a perdere meno tempo in discorsi e richieste futili e concentrarsi invece sul modo migliore per sfruttare le opportunità introdotte dalla riforma dei porti e dalle altre norme che l'esecutivo ha approvato per semplificare la vita quotidiana degli operatori attivi nel mondo della portualità e della logistica in Italia.
"Abbiamo fatto da due mesi una norma sullo ship recycling che in Italia mancava e finora nessuno ha presentato un progetto", si è sfogato Russo a margine del convegno, mentre in pubblico ha chiamato in causa i terminalisti domandandosi perché nessuno di loro abbia ancora "avanzato alla competente Autorità portuale un piano per aumentare il traffico di merci su treno per il quale è stato approvato un provvedimento ad hoc nei mesi scorsi".

Nicola Capuzzo

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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