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Maneschi prepara il ritorno al porto di Taranto

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L'imprenditore che controlla la Compagnia Portuale di Monfalcone spiega le ambizioni della cordata che ha chiesto una parte del Molo Polisettoriale.


Taranto porto altoL'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha comunicato di aver ricevuto una seconda domanda per una concessione trentennale di una porzione del rinnovato Molo Polisettoriale. "In data 24.11.2017 la Società South Marine Gate S.r.l. - costituita tra i Soci: Castiglia S.r.l., Compagnia Portuale S.r.l., Malucla S.r.l. e Quadrato Divisione Industria S.r.l. - ha prodotto apposita istanza al fine di acquisire la concessione demaniale marittima, ai sensi del comb. disp degli artt. 16 e 18 L. 84/94, per la durata di anni trenta, di una porzione di banchina e area retrostante in località Molo Polisettoriale del Porto di Taranto", si legge in una nota dell'Autorità guidata da Sergio Prete.
Il testo procede affermando: "Ciò al fine di recuperare la funzione portuale/logistica del Porto di Taranto per le merci destinate all'import/export, nonché al mercato interno, mediante il riavvio dell'operatività portuale consentita dagli adeguamenti infrastrutturali in corso. L'AdSP del Mar Ionio implementerà l'iter istruttorio di rito".
L'elemento più interessante è che due delle aziende citate come partecipanti alla cordata sono vecchie conoscenze del porto di Taranto. Compagnia Portuale Srl è infatti l'impresa portuale attiva nel porto di Monfalcone del Gruppo To Delta controllata da Pierluigi Maneschi. Quest'ultimo è stato fino al 2015 il concessionario del Taranto Container Terminal tramite una società del gruppo Evergreen di cui lui appunto era ed è tuttora agente e rappresentante in Italia.
A proposito di questo suo possibile ritorno in Puglia l'imprenditore di origini toscane ha detto: "Abbiamo partecipato con una società che fa carico convenzionale e che al porto di Monfalcone movimenta circa 3,5 milioni di tonnellate all'anno di prodotti siderurgici, cellulosa e altro". Anche in Alto Adriatico, però, Maneschi deve fare i conti con i fondali inadeguati e per questo sottolinea che, "dopo tanti anni di richieste, siamo ancora lontani da ottenere quella che avevamo domandato, vale a dire i dragaggi per poter fare entrare le navi più grandi e quindi siamo costretti ad andare in altri porti del Sud Italia o in altri paesi per allibarle. Perché quando arrivano le navi che hanno più di 10,5 metri di pescaggio dobbiamo andare altrove. Quindi ci è sembrato che Taranto potesse essere un'opportunità oltre ad altri porti visto che ci sono 16 metri di pescaggio e questo è l'unico motivo per cui abbiamo accettato di far parte di una cordata locale considerando che una presenza a Taranto ci potrà venire utile". La nuova società movimenterà nello scalo pugliese prevalentemente prodotti siderurgici.
Della cordata South Marine Gate (dove i soci detengono ciascuno un 25%) fanno parte anche la società Castiglia, specializzata in bonifiche ambientali e trasporto e stoccaggio di rifiuti, Quadrato Divisione Industria, azienda attiva nell'edilizia, e Malucla, società riconducibile ad Alessandro Oriolo. Quest'ultimo, vertice della società di spedizioni e trasporti saga Italia, già negli anni scorsi avevano cercato di ottenere in concessione una porzione del Molo Polisettoriale di Taranto insieme a Ionian Shipping Consortium con l'obiettivo di insediarci attività portuali a supporto dell'industria oil&gas e dell'impiantistica.

Nicola Capuzzo

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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