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Fiat Chrysler contro le compagnie di navigazione

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La Casa automobilistica chiede un risarcimento per i noli maggiorarti frutto di un cartello di mercato e intanto incrementa i flussi di veicoli in export da Gioia Tauro.


Höegh Osaka navigazioneFiat Chrysler Automobiles non gradisce di pagare caro la logistica dei suoi veicoli spediti nel mondo, a causa di un cartello fra le compagnie di navigazione e ha deciso di chiedere loro un risarcimento tramite un esposto alla Federal Maritime Commission statunitense. Nel mirino ci sono le società armatoriali straniere Wallenius Wilhelmsen Logistics, Eukor Car Carriers, Nippon Yusen Kabushiki Kaisha, Mitsui OSK Lines, Compania Sud Americana de Vapores e Hoegh Autoliners.
Queste compagnie sono indagate per un cartello di mercato nel trasporto marittimo di auto nuove verso gli Stati Uniti e per cui le spese logistiche della Casa automobilistica guidata da Sergio Marchionne sarebbero lievitate negli anni passati. L'indagine, avviata nel 2012, non è ancora completamente conclusa, anche se le stesse compagnie di navigazione hanno ammesso le proprie responsabilità accettando di pagare sanzioni per complessivi 255 milioni di dollari.
Nel suo reclamo, Fiat spiega di aver acquistato dal 1997 centinaia di milioni di dollari di servizi di trasporto marittimo i cui prezzi erano gonfiati grazie agli accordi illeciti tra gli operatori marittimi sul mercato e chiede di essere risarcita (senza ancora precisare la somma) per la differenza tra le reali tariffe di mercato e i noli frutto del cartello.
La Casa automobilistica italiana nella sua ricostruzione dei fatti spiega che quando Fca chiedeva quotazioni per un servizio di trasporto marittimo di auto da o per gli Usa, le compagnie in questione, invece di competere sottoponendo ciascuna la propria migliore offerta, si accordavano internamente per stabilire chi dovesse rispondere alla richiesta e chi no, e con quali tariffe. Gli armatori stabilivano in anticipo come spartirsi i clienti, le rotte e spesso agivano riducendo la capacità disponibile delle rispettive flotte per far lievitare i noli. Spetterà ora alla Federal Maritime Commission statunitense stabilire se e quale risarcimento spetti al gruppo torinese.
In questo cartello di mercato sulle rotte per gli Usa non è coinvolto il Gruppo Grimaldi, principale fornitore di servizi logistici in mare e a terra per Fca, che nel nostro Paese sta sempre più sfruttando il porto di Gioia Tauro come gateway per l'export delle auto prodotte in Sud Italia. Alcuni mesi fa erano partiti i primi treni con frequenza bisettimanale, salita poi a sei treni a settimana e questa frequenza sembra destinata a essere ulteriormente incrementata tanto che alcuni lavoratori della neonata Agenzia dei lavoratori verranno arruolati per lavorare a questo traffico.
Anche a Livorno il terminal Sintermar, controllato al 50% da Grimaldi in partnership con Fratelli Neri, aumenterà a breve la movimentazione di veicoli nuovi. Presto attiverà un nuovo servizio ferroviario per il trasporto in export di auto del gruppo PSA (Peugeot, Citroen, Opel). I veicoli, duecento per treno, provenienti da Trmava (Slovacchia), arriveranno a Livorno (area Sintermar) con una frequenza di tre volte a settimana. Nello stesso periodo verrà attivato anche un servizio di import da Sintermar di circa duecento auto con destinazione Austria.

Nicola Capuzzo

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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