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Contship suona la sveglia al porto di Ravenna

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La presidente del Gruppo terminalista, Cecilia Battistello, è critica con l'Autorità Portuale e con le istituzioni locali perché i fondali poco profondi mettono fuori mercato il terminal container.

Ravenna porto altoContship Italia, socio al 70% del Terminal Container Ravenna, pretende dal porto di Ravenna un'accelerazione sul piano di escavo dei fondali per non vanificare gli ultimi investimenti fatti in gru adatte a lavorare navi fino a 8000 teu di portata. Il tema è stato al centro di un convegno organizzato dal Tcr, terminalista controllato in minoranza (30% da Sapir) per celebrare il completamento del piano d'investimenti da 24 milioni di euro incentrato sul revamping e nell'acquisto di nuove gru di piazzale e di banchina.
Riccardo Sabadini, presidente di Sapir, ha sottolineato il fatto che "con l'ultima gru di banchina Liebherr acquistata e già operativa, il Tcr potrebbe lavorare navi da 8000 teu. Questo di per sé rappresenta già una dimostrazione di quello che gli azionisti del terminal container intendono fare per il futuro. I prossimi 24/36 mesi rappresenteranno uno snodo cruciale per Ravenna".
Più critica la numero uno di Contship Italia, Cecilia Eckelmann Battistello, che ha sottolineato come sia "inutile avere le gru per le navi da 8000 teu se poi queste non possono entrare in porto. Abbiamo comprato una Ferrari ma abbiamo davanti una mulattiera dove guidarla". Il chiaro riferimento era al problema dei fondali che in porto consentono ad oggi l'ingresso di portacontainer fino a 2800-3000 teu di capacità.
Battistello ha poi rincarato la dose aggiungendo: "Il nuovo terminal container doveva essere pronto nel 2014, siamo nel 2017 ma ancora non c'è. Ravenna quest'anno sta perdendo il 9% in termini di movimentazione container, mentre Ancona cresce del 6% in media all'anno e anche Venezia è in crescita". Il suo chiaramente è stato uno sfogo a fini costruttivi per cercare di smuovere le acque come dimostrato dal fatto che la stessa numero uno di Contship Italia in conclusione ha invitato il socio Sapir e l'Autorità Portuale ravennate a lavorare insieme per cercare di fare passi in avanti significativi.
Immediata è stata la replica del presidente della locale Autorità di Sistema Portuale, Daniele Rossi, che sottolineato come, dopo anni di attesa, "il nuovo progetto Hub portuale Ravenna è stato depositato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dopo dieci giorni era stato già trasmesso al Consiglio superiore dei lavori pubblici. Ravenna non ha perso nessun treno e questo non può che essere un punto di partenza. Posso capire il disappunto della Battistello, ma tutti hanno la responsabilità di portare avanti questo progetto di sviluppo definitivo".
A proposito della concorrenza degli scali vicini Rossi ha aggiunto: "Venezia ha una barriera fisica che si è creata da sola con il Mose mentre Ravenna avrà presto fondali da -12.5 metri. Per avere fondali a -14,5 metri sarà necessario un impegno di dimensioni imponenti perché occorrerà un impianto di trattamento dei sedimenti, dal momento che le casse di colmata disponibili saranno riempite già con il primo intervento di dragaggio".

Nicola Capuzzo

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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