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Spedizionieri indagati a Genova per controlli radiazioni

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La procura della città ligure ha ordinato otto misure cautelari per falsificazioni di documenti sui controlli della radioattività dei container sbarcati nel porto.

Genova porto Lanterna lato mareNegli ultimi due anni alcuni container carichi di rottami ferrosi sono stati isolati sulle banchine genovesi perché emettevano radiazioni. Ma altri contenitori con carichi radioattivi potrebbero avere proseguito senza inconvenienti il viaggio nell'entroterra italiano per mancanza di controlli. Il sospetto viene da un'indagine attivata dal procuratore aggiunto Francesco Pinto e svolta dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, che nell'ottobre 2017 ha sottoposto a misure cautelari (due arresti domiciliari e sei con obbligo di firma) otto persone, tra cui sei spedizionieri, un verificatore e un ingegnere.
Secondo l'accusa, le otto persone avrebbero falsificato i documenti relativi ai controlli per rendere più veloce il transito dei container dalle banchine all'entroterra. In pratica, l'ingegnere che doveva svolgere i controlli consegnava i documenti dell'avvenuto controllo in bianco a un misuratore suo dipendente, che li compilava e li firmava a suo nome. Gli spedizionieri sono implicati perché avrebbero aiutato i due nella produzione dei falsi. Ma l'indagine potrebbe coinvolgere altre persone, perché è ancora in corso.
La frode avrebbe interessato 1305 container sbarcati ai terminal Sech, Spinelli e VTE, all'insaputa delle società terminaliste che hanno spiegato che questi controlli spettano agli importatori. Comunque, il VTE ha precisato che, pur non avendo l'obbligo delle verifiche, ha un'apparecchiatura fissa che rileva le anomalie radiometriche quando il container viene scaricato e affida i sopralluoghi a un suo tecnico di fiducia, estraneo alla vicenda.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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