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Finanza dello shipping nella tempesta

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La crisi della finanza navale è il tema centrale del nuovo libro di Sergio Bologna. Un'analisi approfondita sulla situazione dei commerci via mare, un sistema che invece di produrre ricchezza la distrugge.


Libro Sergio Bologna tempesta mari copertina"Tempesta perfetta sui mari. Il crack della finanza navale" è il titolo del nuovo libro scritto dal professor Sergio Bologna, docente e uno dei più grandi esperti, a livello internazionale, di trasporti e logistica (anche membro del Cnel sui problemi marittimo portuali). La presentazione dell'opera è avvenuta a Milano venerdì 10 febbraio in un evento promosso da Fedespedi (Federazione Nazionale delle Imprese di Spedizioni Internazionali) e che ha visto la presenza, oltre che dell'autore, di Roberto Alberti (presidente di Fedespedi), Tirreno Bianchi (Compagnia portuale Pietro Chiesa di Genova) e Zeno D'Agostino (presidente dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Orientale).
Il libro prende spunto dal fallimento della compagnia sud coreana Hanjin (cinque miliardi di euro di debiti) come l'esempio di quello che potrebbe succedere ad altre società dello shipping internazionale, che negli ultimi tempi hanno visto crollare la loro redditività. Dopo la grande crisi economica del 2008, che ha portato una recessione nel settore dei commerci, molte imprese di navigazione hanno investito in maniera eccessiva in naviglio, creando un'esagerata capacità che ha contribuito alla depressione dei noli.
Inoltre, tutti gli operatori hanno dato vita a una serie di servizi indifferenziati che non hanno favorito una sana concorrenza, ma bensì scatenato una guerra dei prezzi, che inevitabilmente si riflette sui porti. Le compagnie marittime premono economicamente (maggiore scontistica) sui fornitori di servizi portuali e al tempo stesso con il fenomeno del gigantismo navale i porti devono attrezzarsi in maniera adeguata e dotarsi di infrastrutture capaci di accogliere navi ultralarge.
Tutto questo produce, secondo Bologna, un fenomeno negativo: più aumentano le dimensioni delle navi e più diminuisce il traffico, con conseguente crescita dei volumi, ma con ricavi nettamente inferiori per i terminalisti, costantemente minacciati dal fallimento finanziario. L'autore non si limita a descrivere i processi che hanno portato al declino lo shipping, ma introduce il lettore nei problemi reali del settore marittimo e portuale, individuando le cause, gli effetti e i risvolti economici e sociali, cercando di riportare al centro del progetto l'uomo, l'unica vera vittima di queste scelte finanziarie.
"In questo libro ho voluto sottolineare il problema del lavoro, proprio partendo dal caso Hanjin. Abbiamo letto tutti sui giornali la situazione delle navi in vendita o ferme in ogni parte del mondo, si è parlato di tutto tranne che degli uomini, migliaia di persone che facevano parte degli equipaggi e nessuno ha detto una parola", ha dichiarato Sergio Bologna durante la presentazione.

Davide Debernardi

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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